Gli oli esausti diventano diesel per i camion Hera, polemica di Legambiente
MODENA. La raccolta dei rifiuti? Si fa (anche) con mezzi a bio-diesel. Sono circa venti i camion Hera già in servizio sulle nostre strade, alimentati a… olio. La multiutility ha sottoscritto, infatti un accordo con Eni per dare nuova vita agli oli raccolti in città. Il propellente deriva dalle 65 tonnellate e più portate dai modenesi nei 41 contenitori ad hoc in città e nelle quattro stazioni ecologiche nel 2018. L’anno prima le tonnellate erano 52. I liquidi sono trasferiti alla bioraffineria Eni di Porto Marghera (Venezia), dove sono trasformati in “green diesel”. Secondo quanto riportato da Eni, tale componente rappresenta il 15% di “Eni Diesel+”, il carburante che alimenta i nuovi mezzi. «Un esempio di economia circolare», hanno commentato ieri all’unisono Paolo Paoli (responsabile distrettuale dei Servizi Ambientali di Hera) e Alessandra Filippi (assessore all’Ambiente). Sull’effettivo miglioramento per l’ambiente la questione resta aperta.
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Per Filippi «l’utilizzo del biocarburante migliora la qualità dell’aria, mava fatto un ragionamento sull’ossido di azoto». Paoli ha demandato la risposta a Eni, che così rassicura sul sito: «Eni Diesel+ riduce significativamente le emissioni inquinanti: fino al 40% di idrocarburi incombusti e ossido di carbonio. Inoltre grazie a un ciclo produttivo più sostenibile contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 in media del 5%».
Il meno 40% di idrocarburi incombusti e ossido di carbonio «non risulta dimostrato e dimostrabile» invece per Legambiente. L’associazione s’è già mossa con un esposto all’Antitrust per «pubblicità ingannevole» assieme al Movimento difesa del cittadino e alla delegazione italiana di Transport & Environment.
«Il green diesel di Eni di verde ha solo il nome, che utilizza impropriamente», la posizione dell’ultima realtà. Per Transport & Environment l’utilizzo di olio di palma e derivati comporterebbe «un aumento, non una diminuzione delle emissioni climalteranti». Inoltre, tale utilizzo sarebbe «causa di deforestazione e di perdita gravissima di biodiversità».
Il pronunciamento dell’Antitrust è atteso a settembre. Sul posizionamento del bio-diesel nella tradizionale scala Paoli ha demandato la questione a Eni. D’altro canto, Hera ha invitato a riflettere sulla nuova vita offerta agli oli esausti e rilanciato l’importanza del corretto conferimento. In ciascuna delle 41 postazioni presenti in città si può portare olio da cucina e da frittura, da sottolio e da conservazione cibi oltre allo strutto. I liquidi devono essere conferiti in bottiglie di plastica ben chiuse con un diametro di massimo 18 centimetri. Le stesse saranno poi ripulite e riciclate. Infine, con il Rifiutologo è possibile conoscere la posizione dei 41 contenitori per l’olio installati a Modena. —
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