Il “Nomade” Carletti plaude a Novi: «Bella idea, serva da esempio»
NOVI. «Bella idea quella della amministrazione di Novi, ripopoliamo i borghi, anche quelli del nord Italia e non solo del sud. Del resto l’Italia è una sola». Lo spiega Beppe Carletti, attuale leader e fondatore del gruppo musicale “I Nomadi” insieme ad Augusto Daolio: il musicista è nato a Novi e qui sono sempre vissuti sua mamma e suo fratello, quest’ultimo per lungo tempo agente della polizia municipale. Il musicista dei Nomadi è incuriosito dalla decisione del sindaco di Novi e ne chiede di più prima di commentare. «Sono d’accordo perché se una persona può ritornare a casa propria, dopo avere abbandonato il proprio centro natale magari a causa del terremoto com’è accaduto a tanti novesi, è bellissimo. Tutti siamo attratti dalle nostre radici».
Carletti ragiona: «Certo, magari in tanti novesi ci sarà la paura che accada ancora un cataclisma come quello avvenuto nel 2012. Ma è più forte il richiamo delle radici, del resto era dal ‘500, quindi da tantissimo, che non accadeva un fatto del genere a Novi». Il leader dei Nomadi riflette a lungo sull’incentivo in servizi offerto dall’amministrazione comunale novese. «Ho degli amici - continua - che mi raccontavano come sia stato possibile abitare di nuovo un centro come Gemona del Friuli, distrutta da terribile terremoto del 1976 e ricostruita benissimo negli anni seguenti. Novi non è per fortuna in quella condizione e per questo mi auguro che più novesi possibili ritornino a casa loro».
Beppe Carletti - 73 anni e la verve di un ragazzino che ancora oggi con i “nuovi” Nomadi suona in giro per l’Italia e il mondo - non vede differenze con i tanti finanziamenti che nel Meridione hanno portato al ripopolamento. Che sia, invece, una novità nelle regioni settentrionali è un dato di fatto. «Certo è una novità curiosa, ma è positiva proprio perché l’Italia è unica e questi episodi accadono anche in Emilia Romagna dove siamo così produttivi e ci stiamo riprendendo dopo il terremoto». Anche a Novi: «Non abito a Novi da molto tempo, ma certo la casa di mia mamma e mio fratello, proprio di fronte alle vecchie scuole medie poi abbattute dopo le scosse del 2012, non ha avuto danni per fortuna». —
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