Italpizza sponsor dei diritti Il Festival fa dietrofront
L’azienda era partner dell’evento “Voci per la libertà” con Amnesty International Su richiesta di Si Cobas gli organizzatori sospendono il contratto in via cautelativa
Nel momento cruciale delle trattative tra Italpizza e sindacati, Si Cobas apre un nuovo fronte di sfida tra le parti.
Il colosso alimentare di San Donnino, infatti, si è visto sospendere - su richiesta del sindacato - il contratto di sponsorizzazione con il festival di Rovigo “Voci per la libertà”, un noto evento giunto ormai alla 22esima edizione e che coniuga musica e diritti umani. Ad organizzarlo l’omonima associazione e Amnesty International Italia, che si avvalgono anche di partner tra cui appunto, nell’edizione di quest’anno, figurava Italpizza.
Un connubio che non è andato giù al sindacato Si Cobas, che ieri ha inviato una lettera aperta agli organizzatori e ad Amnesty International in cui illustra la lunga vertenza che i lavoratori delle cooperative stanno portando avanti nei confronti di Italpizza per «ottenere i diritti basilari: un salario giusto, turni regolari, libertà di aderire ad un sindacato».
«Vedere chi ci sfrutta ed umilia - si legge ancora nella lettera dei Si Cobas - patrocinare un importante festival per la difesa dei diritti umani è per noi un vero colpo al cuore. Consapevole del proprio comportamento e dello sfruttamento imposto ai propri dipendenti, Italpizza tenta di “ripulire” la propria immagine sponsorizzando iniziative lodevoli come la vostra. Tuttavia l’azienda ha violato, e continua a violare, tutti i punti dell’articolo 23 della Dichiarazione dei Diritti Umani: come può essere sponsor di “Voci per la libertà”?».
Da qui la richiesta dei Si Caobas: «Comprendendo tutte le difficoltà del caso non possiamo non domandarvi di rifiutare la sponsorizzazione di Italpizza spa: per quanto una scelta simile sia difficile, sarebbe un forte messaggio di coerenza. Vi ringraziamo per la vostra attenzione, sperando che possiate raccogliere il nostro appello».
E l’appello, in parte, è stato raccolto: «Rispetto alle informazioni ricevute in queste ultime ore riguardo all’azienda Italpizza , l’associazione Voci per la Libertà e Amnesty International Italia non sono in grado, data la prossimità del Festival, di fare tutte le verifiche e le ricerche necessarie. Nondimeno, per un principio di prudenza ed in via cautelativa, l’Associazione Voci per la Libertà ritiene di dover sospendere il contratto di sponsorizzazione sottoscritto con Italpizza».
Singolare, poi, come Italpizza fosse l’unica azienda privata a comparire tra i main sponsor dell’evento. Gli altri? Sigle sindacali: Cgil Rovigo, Cgil Caaf NordEst, Cisl Padova-Rovigo, Caf Cisl Padova-Rovigo. Ancora più singolare la presenza di sigle Cgil venete, dato che da mesi il sindacato affianca i Si Cobas nella vertenza Italpizza.
Ora bisogna capire se lo smacco di vedersi sospendere una sponsorizzazione avrà un peso sulle trattative in corso tra l’azienda e i sindacati per l’internalizzazione dei lavoratori e l’ipotesi di applicare il contratto collettivo nazionale del settore alimentare. Un po’ a sorpresa la settimana scorsa, dopo mesi di lotte, scioperi, blocchi e scontri con le forze dell’ordine, era arrivata l’apertura da parte di Italpizza alla trattativa. Una mediazione reale, tanto che per la prima volta le parti si sono sedute al tavolo e si sono rialzate dopo aver costruito e non distrutto. —
GIB
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