La Torre dei Modenesi rinasce e diventa un centro culturale al servizio di Nonantola
Il simbolo della cittadina è stato recuperato dopo il terremoto e ospiterà su più piani laboratori, spazi multimediali, corsi e mostre
Un centro culturale multidisciplinare. Questa la destinazione d’uso della Torre dei Modenesi, simbolo di Nonantola. Dopo il recupero dai danni provocati dal sisma, infatti, l’amministrazione comunale ha emesso un avviso pubblico per la concessione di spazi dello storico monumento da destinare a finalità di interesse culturale e partecipativo. E ad essersi aggiudicata la cogestione della torre è stata una cordata di più associazioni: l’Associazione Nonantola Film Festival, l’Associazione 2DU, l’Associazione Komitato Radioattiva e il gruppo artisti Nonantolarte e Photononantolarte, costituiti all’interno dell’Associazione Ricreativa Culturale La Clessidra. Un piano per la torre che prevede l’allestimento di un atelier artistico dove ospitare laboratori, corsi e dimostrazioni di diverse tecniche di pittura, scultura e fotografia, come una sala che sarà invece adibita alle esposizioni di vario genere oltre ad incontri dedicati alla musica e laboratori di musicoterapia. Un piano ospiterà poi spazi attrezzati con dispositivi multimediali per proiezioni e realizzazioni di video, filmati e incontri dedicati al cinema e al mondo dell’audiovisivo. E un altro piano sarà infine dedicato alle trasmissioni radiofoniche e alle attività musicali ad esse connesse, con l’attivazione di trasmissioni riguardanti la cultura, l’arte e il mondo giovanile. L’ambizioso progetto si propone di collaborare con i servizi e le attività già presenti in paese e, contemporaneamente, di attrarre e ospitare realtà esterne a Nonantola, con cui le diverse associazioni, in questi anni, hanno stretto relazioni. L’obiettivo è creare momenti di aggregazione e approfondimento e fare diventare lo spazio un punto di riferimento per il paese. L’utilizzo della Torre dei Modenesi restaurata permetterà dunque di dare risposta al bisogno di spazi emerso dalla collettività e facilitare l’incontro tra cittadini sperimentando inoltre la collaborazione anche sul piano delle forme di gestione. Così facendo si trasformerà lo storico monumento in un “luogo di opportunità” per tutti. In particolare per sostenere in modo diffuso la capacita dei cittadini di collaborare tra loro, promuovendo una città aperta e inclusiva e al contempo recuperando il valore simbolico ed aggregativo che da sempre il monumento riveste per l’intera comunità. Fino al sisma, infatti, la torre era la sede di Officine Musicali, scuola di musica del Comune, obbligata a trasferirsi in fretta, nell’estate del 2012, causa l’inagibilità degli spazi data dagli ingenti danni provocati dal sisma. In questi sette anni, però, la scuola di musica ha visto aumentare il numero dei corsi e dei frequentanti rendendo impossibile, attualmente, ricollocare lo stesso tipo di servizio nella torre restaurata. Ma questo non ha impedito di pensare per l’edificio una destinazione d’uso simile che, nell’abbracciare il mondo artistico a 360 gradi, valorizzi non solo le associazioni del paese bensì implementi la voglia della cittadinanza di stare insieme all’insegna della cultura che, soprattutto di questi tempi, male non fa. —
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