Gazzetta di Modena

Modena

la barista 

«Il terremoto un disastro e Carpi è a pochi minuti...»

Vale. C.

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In uno dei pochi bar-gelateria del centro i pareri sull’iniziativa del Comune non sono certo più positivi, in un misto di ironia e timori e un’analisi sui problemi di Novi che non sono solo legati al sisma. «Qui bisogna fare qualcosa perché è un paese morto - dice la barista Marianna Salzano - di giovani tra i 20 e i 30 anni non ce ne sono e basta guardarsi intorno per capire come siamo messi. A girare alla sera c’è da avere paura e, infatti, tengo chiuso il bar perché tanto non c’è mai nessuno. E il sisma ci ha dato la mazzata finale, è stato un disastro. Difficile che la gente voglia venire a vivere in un paese così». «Tornando da Moglia ho visto la fila di stranieri che accorrevano per venire ad abitare qua - ironizza un cliente - tanto le agevolazioni sono sempre per loro. Qui non c’è amministrazione che tenga, passata o presente, è un paese alla deriva già per chi ci vive, figuriamoci per chi dovrebbe trasferircisi».

«In più non c’è collaborazione e sinergia tra le varie associazioni novesi - spiega un altro avventore - ognuna pensa solo al suo orticello, così si è creata una vera e propria ghettizzazione. Gli unici eventi che fanno sono dedicati ad un pubblico anziano e li fanno contemporaneamente, senza mettersi mai d’accordo. A Novi il tessuto sociale non è coeso, Carpi si raggiunge in pochi minuti e davvero pensiamo che la gente voglia venire a vivere in questo paese?». —

Vale. C.

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