L’idea scatena le polemiche tra favorevoli e contrari
I cantieri del centro storico frenano ovviamente la vera rinascita del paese Chi chiede aiuti alle imprese e chi pensa agli “scrocconi”
NOVI. La polemica, come da tradizione, è montata puntuale anche sui social, diventati lo specchio degli umori della gente. C’è infatti chi, postando la prima pagina della Gazzetta di ieri sul gruppo Facebook “Sei di Novi di Modena se”, ha scritto: “Siamo ridotti così male?”. Scatenando decine e decine di commenti. “Così facendo, comunque, si portano solo scrocconi - replica qualcuno - per incentivare una persona a venire a Novi non serve un bonus. Serve ben altro…”. Dello stesso avviso il parere di un altro utente: “Per portare gente a Novi o a Rovereto non c’è bisogno di incentivi ma di lavoro, di idee che creino lavoro. Avremmo bisogno di qualche idea innovativa, non di soldi”. “Se ci fossero meno stranieri, Novi sarebbe il top e la gente non andrebbe via” l’ennesimo commento negativo. A cui ne fa seguito subito un altro: “Bisogna incentivare le imprese ad aprire a Novi, loro portano benessere. Le attività lavorative sono l’unico sistema per popolare un paese. Stiamo morendo, penso che in futuro me ne andrò da questo paese strano”. Non mancano nemmeno i cenni alla drammatica situazione creata dal sisma.
“E a quelli che sono rimasti anche dopo il terremoto, magari spendendo anche gli ultimi risparmi, una bella pacca sulla spalla e via andare!” il commento amaro di un cittadino. Identico a quello successivo: “E alle persone che sono ancora fuori casa a causa del terremoto chi ci pensa?”. La ricostruzione a Novi in realtà avanza come in tutti gli altri centri del comprensorio della Bassa ferito dal sisma di sette anni fa, ma il problema si chiama “desertificazione dei centri storici” teatro di tanti cantieri che, logicamente, fermano la rinascita. — Vale C.
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