Padre morto nel 2013 Figli trovati a incassare i soldi della pensione
La Guardia di Finanza denuncia due fratelli per truffa all’Inps Hanno prelevato almeno 30mila euro dal conto corrente
Un’indagine durata alcuni mesi in cui gli investigatori della Guardia di Finanza di Sassuolo hanno potuto cristallizzare una truffa ai danni dell’Inps. Fratello e sorella sono infatti stati denunciati per aver continuato ad incassare la pensione del padre, deceduto alla fine del 2013. Ma per circoscrivere il raggiro è stato necessario attivare ogni canale istituzionale, arrivando fino al Consolato Generale di Turchia per ottenere quegli accertamenti decisivi a ufficializzare il decesso del pensionato.
I due fratelli, che abitano tra Sassuolo e Modena, avevano omesso di segnalare all’Inps la morte del padre, continuando perciò ad incassare la pensione: si parla di almeno 30mila euro nel corso degli ultimi cinque anni. E lo avevano fatto consapevolmente dal momento che per evitare che potesse essere scoperto il decesso, si sono adoperati per garantire la continua operatività del bancomat personale del defunto, con il quale veniva prelevato integralmente l’importo mensilmente accreditato, nonché la ricezione della corrispondenza inviata dall’istituto bancario presso il quale era aperto il conto corrente di accredito.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Marco Niccolini, si inserisce nel protocollo d’intesa tra la Guardia di Finanza e l’Inps per il recupero totale del provento illecito della truffa. Tutto nasce da una serie di “approfondimenti investigativi - spiega una nota delle Fiamme Gialle - svolti da militari della Compagnia di Sassuolo, che si sono sostanziati nella raccolta di informazioni utili presso gli Uffici Anagrafe dei Comuni di residenza dei soggetti coinvolti, la sede Inps di Modena erogante la prestazione, l’istituto bancario ove risultava acceso il conto corrente su cui veniva accreditata la pensione nonché nell’effettuazione di sopralluoghi presso l’indirizzo di residenza del beneficiario della prestazione. L’esito di queste preliminari attività evidenziava come il pensionato non risultasse formalmente deceduto in Italia ma, al contempo, neanche reperibile nel territorio nazionale”. Ecco allora che per ritrovare l’uomo, di origini turche, viene attivato il Consolato Generale di Turchia, che conferma agli investigatori come il decesso del pensionato sia avvenuto nel 2013 nel suo paese d’origine. Ora i due figli truffatori rischiano fino a 5 anni di carcere. —
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