Il Grest che non invecchia mai «Da 27 anni in prima linea»
Alla Madonna di Sotto il centro estivo accoglie 150 bambini e 45 educatori «Senza è difficile stare, qui si cresce tutti insieme»
Anche le cose belle devono finire. Terminerà oggi l’edizione 2019 del Grest di Madonna di Sotto, punto di riferimento non solo per i residenti del quartiere Quattroponti ma di la città. Il bilancio del centro estivo è stato di 150 bambini, 45 animatori, 6 cuoche e altri volontari che hanno condiviso l’esperienza.
«Sono dispiaciuto - ha deto il referente, nonché segretario di Madonna di Sotto, Alessandro Mareggini - che queste settimane stiano volgendo al termine. Senza il centro estivo non vivrei, è un’esperienza bella e appagante».
Mareggini cominciò con il Grest, dopo che don Achille Lumetti lo tramandò, nel 1992 insieme ad Andrea Rompianesi, il produttore discografico e cantautore sassolese che morì nel 2003 a soli 27 anni a causa di un malore proprio nei locali parrocchiali di Madonna di Sotto, dove stava facendo le prove per il premio “Farfalla d’Oro”.
«Io e Andrea - ha spiegato - abbiamo iniziato con due riunioni tre giorni prima di iniziare. Eravamo gli unici educatori con 50 bambini dalla mattina alla sera. Quelle giornate mi resteranno sempre nel cuore e devo tantissimo ad Andrea per quello che mi ha lasciato».
Le attività principali offerte dal Grest sono le giornate in piscina, allestita proprio nel parcheggio antistante alla chiesa, i giochi di squadra e i giochi con l’acqua. Importanti, ovviamente, anche i momenti di preghiera e di condivisione. «Il numero degli iscritti - ha concluso Mareggini - è stazionario, ma più che dei numeri a me importa il contenuto. Quest’anno il Grest ha avuto un grande significato interiore e continueremo a proporre una fantastica esperienza anche nei prossimi anni».
Lo stesso entusiasmo del segretario parrocchiale è stato espresso anche da don Umberto Lumetti. «Il centro estivo è una bella occasione per tanti ragazzi che si sentono soli. Qui possono trovare compagnia e divertirsi insieme agli educatori e ai loro amici. Dobbiamo ringraziare le famiglie che ci affidano i loro bambini, nella speranza che un domani raccoglieremo i frutti di queste giornate. L’unica cosa che conta, l’unica che è importante è che i ragazzi hanno bisogno di stare insieme e di volersi bene».
I giovani educatori, così come i bambini, considerano il Grest una seconda famiglia. Come Giovanna, che quest’anno è stata responsabile e da ormai 6 anni vive il centro estivo con entusiasmo. «Sono tre settimane di puro divertimento . ha spiegato - che ci danno l’opportunità di giocare e crescere insieme ai bambini». —
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