Gazzetta di Modena

Modena

Modena punta sull'idrogeno, prima stazione in città

Modena punta sull'idrogeno, prima stazione in città

Modena aderisce alla piattaforma europea «s3 hydrogen valleys» animata dall'ambizione di sostituire nei prossimi anni i combustibili fossili sia nel settore dei trasporti sia in quello del riscaldamento domestico e dell'industria in generale. E lancia la prima stazione di rifornimento.

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Se l'italia ha davvero le carte in regola per diventare leader nel settore dell'idrogeno, come ha assicurato l'ad di Snam Marco Alverà, nella sua recente audizione alla Camera, lo si vedrà. Di sicuro Modena si sta dando da fare e, al fianco della Regione e della Provincia, aderisce alla piattaforma europea «s3 hydrogen valleys», animata dall'ambizione di sostituire via via nei prossimi anni i combustibili fossili sia nel settore dei trasporti sia in quello del riscaldamento domestico e dell'industria in generale.

Hanno fatto un primo punto, il 25 maggio, a Bruxelles il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei e i rappresentanti dell'Aess, l'agenzia pubblica modenese per lo sviluppo sostenibile presieduta da Benedetta Brighenti protagonista del progetto. Insieme con Modena una trentina di regioni europee è già entrata nel gruppo (le quattro capofila sono Aragon (Spagna), Auvergne-Rhone Alpes e Normandia (Francia) e Olanda del nord, ma l'Emilia-Romagna ci crede.

Per ora sull'idrogeno pendono progetti per dotare di stazioni di rifornimento la A22 ma anche la città, nell'area del polo Leonardo fuori dal casello Modena Nord. Spiega Tomei: «Entro il 2025 spunteranno le stazioni autostradali munite di idrogeno sulla A22, nell'ambito degli investimenti programmati di Autobrennero. Ma mi auguro monti anche l'interesse sull'iniziativa della stazione di rifornimento fuori dall'autostrada, fuori dal casello di Modena Nord, sia per chi viaggia ma anche per la città, per i suoi taxi o le sue auto di nuova generazione. Questo è un inizio, si parte».

Per le implicazioni sui mezzi del trasporto pubblico locale sembra ancora presto, ma Tomei vuol procedere, «ad esempio inserendo nei bandi delle nuove gare del servizio, valide per i prossimi 15 anni, anche la previsione di nuovi bus a idrogeno». Il tutto «tenendo conto dell'esperienza di Bolzano, pioniera in Italia», precisa il presidente modenese al fianco proprio dei colleghi altoatesini che, al summit a tema in Camera di Commercio, hanno illustrato tutta la loro esperienza.

Evidenzia il direttore di Aess Piergabriele Andreoli: «Il progetto legato all'Autobrennero mira alla distribuzione di idrogeno fino a Campogalliano e Carpi, ma anche i distributori tradizionali si sentono coinvolti come nel caso del polo Leonardo, dove è spuntato l'interesse dei tassisti. Stiamo seguendo i progetti per capire se otterremo almeno un minimo di finanziamento dall'Europa. In generale - segnala Andreoli - il mercato e gli investitori ci sono, e la questione della sicurezza è ormai risolta. Ci proviamo».

Sulle applicazioni dell'idrogeno, aggiunge il direttore Aess: «Bolzano è già più avanti, il sistema là produce idrogeno per gli autobus. L'elettrico, d'altra parte, sconta non da oggi problemi di batterie, che costano e pesano. Vorremmo arrivare a produrre idrogeno usando le fonti rinnovabili, acqua inclusa, anche perchè la tecnologia di base è abbastanza semplice. si può fare, un giorno, anche nelle case, usando l'energia elettrica in esubero degli impianti fotovoltaici».

Intanto, Franco Giberti, presidente dell'associazione Faib-Confesercenti di Modena, sul distributore del polo Leonardo osserva: «Tempi e costi dell'impianto? Dipende da come ci muoveremo come gruppo, fino al 2025-2030 l'investimento comunque non sarà produttivo. Mediamente, un impianto di idrogeno vale attorno a quota 1,2-1,3 milioni di euro. L'idrogeno si può autoprodurre o acquistare sul mercato, a un costo più basso. Il problema è quello della compressione, ma la tecnologia sta aiutando».

Sulle applicazioni nei trasporti, conferma comunque Giberti, per cominciare «serve il supporto dell'Europa e di tutta la politica, in modo da attrarre i potenziali investitori». La politica, intanto, condivide. Lavorano a tutta l'iniziativa il sindaco di Spilamberto Umberto Costantini, che anzi ha avuto per primo l'idea sull'idrogeno e l'ha proposta ai colleghi, così come il collega di Modena Gian Carlo Muzzarelli, presente al summit camerale con l'assessore all'ambiente Alessandra Filippi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google