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LA STORIA 

Quelle 39 vetture del 1962 diventate subito leggenda

Quelle 39 vetture del 1962 diventate subito leggenda

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La produzione di Ferrari 250 Gto riguardò in tutto solo 36 vetture cilindrata 3000 e 3 cilindrata 4000. Tutte del 1962.

Il numero 250 indica la cilindrata di ciascun cilindro in centimetri cubi del motore V12 3000 cc di cilindrata. Gto sta per “Gran Turismo Omologata”.

Nata da un ’idea di Enzo Ferrari illustrata per la prima volta nel 1960, ideata da Giotto Bizzarrini, progettata dall’ingegner Mauro Forghieri e per la carrozzeria da Sergio Scaglietti e messa in produzione nel 1962, l’auto doveva avere una duplice finalità: mantenere una tenuta ottimale in strada e su pista. L’Ingegnere voleva una sportiva piccola, leggera e molto veloce che sfruttasse il motore V12 3 litri della serie 250 e che potesse competere con la Jaguar E-Type. Venne sviluppata un’auto con il motore riposizionato, con diversi attacchi delle sospensioni e con strutture di rinforzo nella parte centrale. Il prototipo venne testato durante il Gp d’Italia del 1961 a Monza da Willy Mairesse. Diede ottimi risultati. Stirling Moss utilizzò la vettura durante le prove della F1 segnando un tempo di 1 45” 4 tale che Enzo Ferrari disse: «Non si era mai vista una Gt davanti alle monoposto». Non mancarono problemi; il pescaggio dell’olio, l’effetto autosterzante e la necessità di uno spoiler in coda risolsero alcuni difetti evidenziati dalle prime prove. Delle cento vetture necessarie per l’omologazione per le competizioni Gran Turismo Gruppo 3 ne vennero prodotte solo 36 da 3000 cm³ e 3 da 4mila cm³. Poi con le corse nacque la leggenda. Gli appassionati la amavano e presto divenne oggetto di culto. Il primo a provarla fuori dallo stabilimento in una serie di test preliminari alla Targa Florio del 1962 è stato il californiano Phil Hill, fresco vincitore del campionato di Formula Uno del 1962 con la Ferrari 156 “Shark Nose”.

Poi passò di mano all’appassionato di gare sportive Edoardo Lualdi Gabardi di Busto Arsizio, già campione italiano GT nel 1960 e nel 1961 con la 250 GT, importante cliente Ferrari, molto competente e quindi in grado di valorizzare questa nuova vettura: quell’anno con la 250 Gto partecipò a dieci gare delle quali ne vinse nove e a una sola arrivò secondo, un risultato a dir poco stupefacente. L’auto fu rivenduta al gioielliere Gianni Bulgari. Nel frattempo il cavallino sfornava poche altre vetture di questo nuovo modello che, già dalle foto su giornali e riviste, lasciava sbalorditi. —

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