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cronaca

“Traditori di Stato”, ma lo Stato non è parte civile

Favori dei funzionari alla Bianchini di San Felice con aggravante mafiosa. Udienza rinviata ad ottobre. Attesa per Giovanardi


12 luglio 2019 Alberto Setti




Il procedimento penale sui “traditori di Stato” si sposta avanti di altri tre mesi.

E intanto si scopre che lo Stato ha deciso di non costituirsi parte civile contro i funzionari dello stesso Stato accusati di aver tentato di favorire le imprese dei Bianchini di San Felice, con l’aggravante mafiosa.

Tre mesi che potrebbero servire definitivamente per lo stralcio della posizione dell’ex senatore Carlo Giovanardi. Dal Senato non risulta discussa (c’è chi dice che non ce n’è proprio traccia...) la autorizzazione a procedere che avrebbe consentito di imputare anche il politico modenese, accusato a sua volta di aver favorito i Bianchini con l’aggravante mafiosa. Ieri a Bologna, davanti al giudice delle indagini preliminari Domenico Truppa, si è aperta l’udienza che vede imputati la famiglia Bianchini (Augusto, la moglie Bruna e il figlio Alessandro), il viceprefetto Mario Ventura, altri due funzionari (Daniele Lambertucci e Giuseppe Marco De Stavola, in servizio all’agenzia delle dogane), Giancarla Moscattini, avvocato di Formigine, e quattro pseudo agenti segreti di una agenzia di affari (Ilaria Colzi, Alessandro Tufo, Giuliano Michelucci, Giulio Musto) che millantando di tutto erano riusciti ad accreditarsi in prefettura a Modena.

Il procedimento, istruito come ramo dell’inchiesta Aemilia dai pm della Dda Beatrice Ronchi e Marco Mescolini, dopo una breve introduzione si è limitato alla costituzione delle parti civili.

Ìntanto si sono costituite la Regione, l’associazione Libera (con il vicepresidente nazionale, l’avvocato modenese Enza Rando), la Camera del Lavoro di Modena, la Cgil-Fillea di Modena, la Cgil Bologna.

Era presente per conto del Ministero anche l’avvocato dello Stato Zito, il quale tuttavia ha limitato la sua partecipazione a quella di “parte offesa”. Significa che se prima di un eventuale dibattimento gli imputati scegliessero un rito alternativo, lo Stato sarebbe fuori dai risarcimenti. Era già accaduto con il Comune di San Felice e quelli dell’Area Nord, all’udienza preliminare del processo Aemilia, che poi si costituirono contro gli imputati rinviati a giudizio al dibattimento.

Il giudice, ammesse le parti civili, ha rinviato al prossimo 29 ottobre, quando l’udienza entrerà nel merito.

Ieri nell’aula del gip di Bologna non c’erano gli imputati. A rappresentarli i difensori: risultano nominati tra gli altri gli avvocati modenesi prof Giulio Garuti, Simone Bonfante, Pierfrancesco Rossi, Alessandro Sivelli, Riccardo Pellicciardi, Enrico Fontana. —

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