Cabine elettriche diventano sfondo per la street art
PAVULLO. Una cabina elettrica che da fotografia di degrado diventa luogo d'arte “giovane”. Succede per la prima volta nella nostra provincia a Pavullo nella zona del parchetto di Serra di Porto, dove in fondo a via Macchioni la cabina Hera (Inrete) era diventata uno dei luoghi privilegiati degli imbrattatori. Ora raccoglie sui suoi quattro lati le gioiose rappresentazioni di gnomi che si divertono con skate e palloni. Merito dei due writer napoletani che si sono messi all'opera, Smec e Nedo, in quello che è il primo capitolo di un progetto di tre atti frutto della collaborazione tra Comune, Hera (Inrete) e l'associazione Noi Giovani che a Imola ha già riqualificato in questo modo otto cabine. È stato presentato ieri mattina dall'ad di Inrete Alessandro Baroncini assieme allo staff del Gruppo Hera (Fabio Angelini, Barbara Ferrari, Davide Bigarelli), il vicesindaco Daniele Iseppi, Simona Negrini dell'Ufficio Cultura, gli artisti e l'associazione imolese (il presidente Vincenzo Rossi e Cesare Bettini, direttore artistico del progetto). Completata quest'opera, il secondo passo sarà la riqualificazione della torre in via Marchiani di fianco al forno Camatti: qui sarà in azione da domenica l'artista fiorentino Miles, per un'opera di taglio concettuale ispirata al tema del riuso caro alla Fabbrica delle Arti (il progetto avviato dalla Negrini a Palazzo Ducale). Terzo atto a Sant'Antonio in via Boiardo, dove un'altra torre verrà trasformata da Kikiskipi, artista di origine sarde attiva a Bologna, con un intervento di taglio più illustrativo stile street art, di rimando al contrasto natura/realtà industriale. Il tutto va sotto al nome di progetto Tag (Torre, Arte, Graffiti) interamente finanziato da Inrete, che da Imola è arrivato a Pavullo su input del Comune: «Siamo sempre stati una città di artisti – ha ricordato Iseppi – e vista l'esperienza di Imola abbiamo chiesto a Hera se era possibile fare qualcosa del genera anche qui da noi. Devo dire che la risposta è stata rapidissima, in un mese abbiamo organizzato tutto: ringrazio per questa sensibilità». «Siamo noi che ringraziamo il Comune di Pavullo per essere stato il più coraggioso in provincia nell'abbracciare questa innovativa idea di riqualificazione: non è da tutti apprezzare la street art» ha detto Baroncini, sottolineando anche l'importanza degli interventi interni sulle cabine per automatizzarle e annunciando un investimento di 6 milioni per garantire l'alta fornitura elettrica necessaria al polo industriale in espansione a Sant'Antonio. «Ci auguriamo che questi progetti sinergici tra associazione, amministrazione pubblica e privato possano diffondersi in tutta Italia – ha sottolineato Vincenzo Rossi – perché l'arte giovane oltre a riqualificare incute una forma di rispetto, negli stessi giovani in particolare. Che è il miglior deterrente contro nuove brutture». — D.M.
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