Gazzetta di Modena

Modena

Hpe Coxa e università 

Ingegneri per la Motor Valley nella scuola di alta formazione

G.F.

Le lezioni saranno tenute  da docenti universitari italiani e stranieri.  Il modello sarà  di “allenamento sul lavoro”

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Dall’antica Grecia all’auto del futuro. È il percorso di “Mekané”, la scuola di alta formazione per ingegneri «fatti in casa». Hpe Coxa seguirà cento neolaureati in Ingegneria all’anno per il prossimo triennio in collaborazione con l’Università di Bologna e Unimore. Ventotto le specializzazioni professionali che i giovani potranno seguire nei Box Lab, i laboratori dell’azienda.

Le materie saranno sviluppate su moduli da cento ore e improntate sulla “High performance engineering”. Le lezioni saranno tenute da docenti universitari italiani e stranieri. Il modello sarà di “allenamento sul lavoro” e i partecipanti potranno imparare facendo pratica con l’ausilio di tutor, formati dall’azienda.

«Abbiamo voluto fare un passo avanti in più», ha spiegato Andrea Bozzoli, amministratore delegato di Hpe Coxa. Hpe Coxa era già partner dei due atenei nell’Università del veicolo dell’Emilia Romagna (Muner). «Con Muner non abbiamo fatto nient’altro che unire eccellenze uniche», ha ripreso Francesco Ubertini, rettore dell’Università di Bologna. Per Ubertini la sfida è «diventare un punto di riferimento internazionale, togliendo primati in alcuni settori a Oxford». Ben vengano dunque percorsi specializzati sull’industria della macchina o “mechané” in greco antico.

«Nel settore dell’automotive abbiamo preso parte al rilancio di marchi importanti – ha aggiunto il rettore dell’Università di Modena e Reggio, Angelo Andrisano – che hanno scelto il nostro territorio per ripartire». «L’iniziativa farà scuola in altri settori», ha ipotizzato Enrico Sangiorgi, direttore della nuova scuola di formazione. Per Sangiorgi «il mondo dell’autoveicolo può essere uno dei pochissimi settori trainanti in cui il nostro Paese può giocare un ruolo a livello mondiale assieme a quello del cibo».

Fondamentale diventa per il numero uno di Mekané «far entrare le università nelle aziende e viceversa» in quanto «la formazione continua non è possibile se non a stretto contatto con chi il business lo deve coltivare». Da ritenere quindi superato il modello “scuola, università, lavoro” come tre passaggi separati di uno stesso percorso. «La didattica tradizionale e la didattica non tradizionale devono essere mischiate», ha proseguito Sangiorgi, ponendo l’accento sulle competenze trasversali. Competenze che i partecipanti di Mekané svilupperanno all’interno della cornice più ampia di “Project 100”. La nuova scuola di formazione, infatti, è il secondo di tre scalini verso il passaggio dalla laurea al lavoro aziendale. La porta d’ingresso è una formazione specialistica di base, la tappa successiva a Mekané una formazione specialistica avanzata. Gli studenti avranno una valutazione intermedia tra il primo e il secondo anno e una valutazione finale. —

G.F.

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