Barbara, le speranze appese a un filo Il marito: «Rassegnati, donerà gli organi»
È istruttrice delle piscine comunale e di quella di Mirandola. L’attività cerebrale è ridotta. Grande commozione in città
Si era appena recata all’Avis a fare una visita di controllo per donare il sangue ed era sulle strisce pedonali quando è stata travolta dalla 500 Abarth, in via Nuova Ponente, all’altezza del civico 22, mentre stava tornando a casa, in via Mozart, dove l’attendevano il marito Marco Morselli e la figlia Martina, 26 anni, la quale giovedì dovrebbe discutere la tesi di laurea in Medicina a Parma. Ieri i medici del Maggiore di Bologna hanno dichiarato ai famigliari di Barbara Alvisi, 54 anni, conosciutissima istruttrice Coopernuoto delle piscine comunali di Carpi e Mirandola, e, in passato, dipendente del negozio di abbigliamento Gibertoni, che le speranze sono pari a zero dopo il gravissimo incidente di cui è stata vittima alle 18 di venerdì. In un primo momento, nella tarda mattinata di ieri, si era diffusa la notizia della morte, ma alle 20 di ieri sera, seppur appesa a un filo, Barbara era ancora viva, anche se i famigliari hanno già deciso di donare gli organi.
«Abbiamo chiesto se c’è una minima eventualità che si riprenda, ci saremmo aggrappati anche a una possibilità su un milione: purtroppo ci hanno risposto di no. Al momento l’attività cerebrale è bassa, ma c’è. Purtroppo, però, la strada è irreversibile e abbiamo già deciso che gli organi verranno donati - spiega Marco Morselli, marito di Barbara, che lavora all’Irbe Serramenti di Carpi - Barbara era uscita di casa per fare una visita di controllo all’Avis perché era donatrice. Avrebbe dovuto farla una settimana prima, ma per motivi personali l’aveva rimandata. Una distanza di 500 metri. Ha attraversato la strada sulle strisce pedonali, lei era scrupolosissima. Probabilmente, l’automobilista può essere stata abbagliata dal sole. Questo si vedrà, così come si vedrà se intraprenderemo un’azione legale. Al momento non la escludo. La morte di Barbara non potrà avvenire invano. A Carpi sono avvenuti troppi incidenti: serve una maggiore educazione nei confronti degli automobilisti sul rispetto dei pedoni sulle strisce pedonali. Bisogna usare prudenza. Adesso non c’è controllo. Basterebbe dare la multa a chi non dà la precedenza ai pedoni. Vedremo cos’è successo, ma dopo una rotonda la velocità dovrebbe essere tra i 30 e i 40...».
Nel pomeriggio, prima della visita all’Avis, Barbara era stata in piscina, a Carpi, insieme alla figlia, a trovare i suoi colleghi. «Era una persona profondamente gentile, Barbara. Eravamo intenti a preparare la festa di laurea di Martina - prosegue Marco - E a mia figlia, in questo momento così difficile, voglio dire che le sono vicino con il profondo del cuore. Che deve continuare il suo percorso, perché sua mamma vorrebbe così: era contentissima che Martina si laureasse».
Dal punto di vista delle indagini, è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico della conducente della 500. E l’intera Coopernuoto è profondamente addolorata. «Ci hai lasciato così, non è giusto - dicono i colleghi di Barbara - Sei stata un collega esemplare. Umanamente e professionalmente una grande. Ti vogliamo tanto bene. Ci mancherai, ci mancherai...». —
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