Gazzetta di Modena

Modena

Il consiglio comunale esce dall’aula: «Saremo nei quartieri, più vicini ai cittadini»

Luca Gardinale
Il consiglio comunale esce dall’aula: «Saremo nei quartieri, più vicini ai cittadini»

Il presidente Fabio Poggi fa il punto in attesa della partenza dei lavori:  «Effettueremo sedute ad hoc in luoghi significativi della città» 

4 MINUTI DI LETTURA







Per il momento, a parte la seduta che per tanti è stata come il primo giorno di scuola e quella del voto sulle linee di governo della città, l’assemblea è ancora in stand-by. Ma questo non significa che il nuovo Consiglio comunale di Modena sia già in vacanza: anzi, a parte una seduta decisamente estiva (25 luglio) sono previste diverse novità, con l’obiettivo di avvicinarsi ai cittadini ancora più di quanto è stato fatto con lo streaming.

L’idea, infatti, è quella di portare il Consiglio comunale direttamente nei quartieri, oppure in luoghi significativi per gli argomenti da trattare. A parlarne è Fabio Poggi, il consigliere Pd scelto all’unanimità come presidente dell’Assemblea di piazza Grande.

Presidente Poggi, a che punto siamo con l’attività consiliare?

«Le commissioni si sono già insediate dopo la nomina dei rispettivi presidenti, e le prime sono già al lavoro. Nel frattempo, stiamo dando ai gruppi e ai consiglieri tutti gli strumenti per svolgere al meglio il proprio ruolo».

Ma quando vedremo l’Assemblea all’opera per la prima seduta operativa?

«Abbiamo preferito non convocare una seduta senza delibere di peso. La prossima, il 25 luglio, sarà la prima vera seduta operativa, dopo le prime due di insediamento, con una delibera importante come la variazione di Bilancio. Il Consiglio discuterà anche altre delibere, il primo “Sblocca Modena” della nuova consigliatura e le modalità operative per la gestione di un fondo a sostegno del superamento delle barriere architettoniche. Inoltre, la seduta sarà l’occasione anche per rispondere alle prime interrogazioni formulate dai consiglieri e confrontarsi sulle prime mozioni che tratteranno di emergenza climatica e mini veicoli elettrici».

Questo Consiglio è pieno di facce nuove: sarà più difficile lavorare?

«Abbiamo già iniziato a collaborare con il vicepresidente Prampolini e i capigruppo, trovando un buon affiatamento e delineando alcune delle questioni importanti su cui intendiamo impegnarci. Per prima cosa, a settembre, programmeremo alcuni momenti di formazione e informazione per i consiglieri comunali su funzioni, responsabilità, strumenti e sull’organizzazione del Comune. Abbiamo poi condiviso con i capigruppo l’avvio di un percorso per rendere l’Assemblea sempre più trasparente e avvicinare i cittadini all’attività del Consiglio utilizzando anche nuovi strumenti e opportunità che metteremo a punto. Un percorso che partirà quindi dal tema della partecipazione, ragionando di quartieri ma anche di nuove tecnologie, per rendere il Consiglio comunale più aperto. Va benissimo il sito web e lo streaming delle sedute, ma è pur vero che resta uno strumento per addetti ai lavori al quale riescono ad accedere in pochi. Insomma, abbiamo bisogno di fare un salto di qualità per rendere l’attività più accessibile e meglio comprensibile oltre che per avvicinare i cittadini».

Al primo posto c’è l’ascolto, con l’obiettivo di rappresentare tutti i cittadini.

«Sì. E a questo proposito, oltre a lavorare con i capigruppo, ho recentemente incontrato, come avevo peraltro annunciato, anche i candidati sindaci e le liste che non hanno ottenuto una rappresentanza in Consiglio. Ho voluto in questo modo dare un messaggio forte e chiaro: la presidenza del Consiglio è aperta ad ascoltare tutti i cittadini e intende essere un punto di riferimento per tutta la cittadinanza, nel rispetto dei ruoli istituzionali propri di ciascuno e del voto espresso dai cittadini. È prezioso per tutta la città che chi si è impegnato e si vuole impegnare possa avere informazioni e strumenti per farlo e che da parte del Consiglio e della giunta ci sia massima disponibilità all’ascolto e al confronto».

«All’incontro, la settimana scorsa, hanno partecipato i rappresentanti di Modena Volta Pagina, Modena Ora e Idea: sono usciti spunti interessanti in riferimento al tema della partecipazione dei cittadini di cui terremo conto, come siamo pronti ad ascoltare suggerimenti e stimoli provenienti dalle altre componenti della società civile».

Quali strumenti di lavoro userete?

«A settembre cominceremo a sviluppare concretamente nuovi strumenti operativi e nuove occasioni. Non penso tanto a Consigli straordinari, che a volte corrono il rischio di rispondere a logiche rituali più che a effettive esigenze, quanto a continuare a lavorare molto sulle commissioni, aprendole sempre più all’apporto e all’approfondimento esterni, ricorrendo anche a competenze e a contributi della società civile in una logica di mutuo scambio tra Consiglio e cittadinanza».

Nel frattempo, anche l’Assemblea ha iniziato a utilizzare le nuove tecnologie, ad esempio con le delibere digitali. Come cambierà il lavoro dell’aula in questo senso?

«Studieremo come sfruttare le nuove tecnologie anche per poter svolgere alcune sedute del Consiglio fuori dall’aula, per andare nei territori e incontro ai cittadini, magari organizzando sedute ad hoc in luoghi significativi per l’argomento da trattare. Inoltre, con l’introduzione delle delibere digitali, cambieranno anche le procedure e le opportunità di accesso agli atti del Consiglio. Valorizzeremo gli strumenti web del Comune per supportare i consiglieri, ma ancora di più perché i cittadini possano seguire l’attività del Consiglio, sia con l'accesso alle informazioni e alla documentazione, sia con la comunicazione di quanto faranno Assemblea e commissioni». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google