Caso Oncologia Federico a giudizio per corruzione e abuso d’ufficio
Il medico è imputato con 13 rappresentanti farmaceutici per studi e divulgazioni di farmaci per i malati di tumore
Caso Oncologia: tutti rinviati a giudizio. Al termine dell’udienza preliminare, ieri, il giudice Barbara Malvasi ha accolto le richieste dei pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei per i 15 imputati decidendo che dovranno essere sottoposti a processo. Il professor Massimo Federico, oncologo al centro dell’inchiesta, all’epoca presidente dell’associazione “Angela Serra” e di Fil, è accusato di corruzione, abuso d’ufficio, peculato e interruzione di pubblico servizio. Con lui, presunta controparte degli accordi corruttivi, i rappresentanti di cinque importanti case farmaceutiche. Non saranno però processate le società farmaceutiche: in base alla Legge 231, sono stati dichiarati prescritti i reati a loro contestati. A processo anche il professor Stefano Sacchi, primario di Medicina Interna ed esponente dell’associazione “Angela Serra”, accusato di abuso d’ufficio e peculato soltanto per i reati che avrebbe commesso secondo la Procura con Federico: riguardano l’utilizzo abusivo di spazi e attrezzature al quarto piano del Com. A Federico, infine, prescritte due accuse minori. Nonostante l’esame a cui si era volutamente sottoposto davanti al giudice e nonostante l’appassionato intervento del suo difensore Antonio Di Pietro (in collegio con Sonia Cavalera), il professor Federico alla fine sarà processato per l’inchiesta più “segreta” dell’ultimo decennio. Per anni non si è saputo nulla delle ipotesi investigative condotte dai Nas di Parma e guidate dai due sostituti procuratori.
LE SPERIMENTAZIONI
Il principale blocco di accuse riguarda undici sperimentazioni oncologiche di varia natura e finalità condotte dal professor Federico dal 2009 al 2012 - presentate al Comitato Etico del Policlinico come “no profit” - e che secondo la Procura avrebbero avuto un tornaconto in denaro con contribuzioni non a lui ma all’ente di studio sui linfomi Fil, del quale era presidente, e all’“Angela Serra” da lui presieduta. Le accuse, per quanto diverse tra loro per gli esperimenti condotti, sono simili sotto il profilo del “modus operandi”: Federico avrebbe «condiviso strategie commerciali» facendo passare sperimentazioni a vantaggio di queste case farmaceutiche come “no profit” - quindi senza lucro e a puro scopo scientifico - con false comunicazioni al Comitato Etico, nascondendo la loro reale natura. Il secondo passo, secondo la Procura, era il sostegno dato alle politiche d’impresa dei produttori attraverso la sua attività di divulgazione scientifica (studi clinici, convegni, advisory board e anche la promessa di spazi pubblicitari sulle pagine web di Fil). Così, secondo l’accusa, dava informazioni di efficacia e convenienza di questi farmaci. La contropartita era una pioggia di versamenti alle due associazioni da lui presiedute. È chiaro che questo aspetto - quello più esplicito delle accuse di corruzione - dovrà essere provato con chiarezza al processo: i pm sostengono che l’oncologo aveva asservito la sua funzione di pubblico ufficiale ad aziende private.
LE ASSOCIAZIONI
La seconda accusa, insieme col professor Sacchi, riguarda l’utilizzo di spazi pubblici per Fil e “Angela Serra”. Prive di alcun contratto, le associazioni avrebbero ottenuto un «ingiusto» vantaggio patrimoniale risparmiando sull’affitto e usando telefono e computer.
IL REGISTRO TUMORI
Terza accusa al professor Federico: interruzione di pubblico servizio per aver ostacolato i controlli dei Nas. Quarta accusa: peculato per essersi appropriato del Registro Tumori del Policlinico nonostante la richiesta ufficiale dell’Ausl di riconsegnarlo. —
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