I residenti con scope e palette puliscono le vie e fanno festa
Il tenace team del Controllo di vicinato nelle strade Zanichelli, Cesalpino, Gaddi Raccolte bottiglie, lattine, sporcizia e anche siringhe. Rinfresco per il quartiere
È bastato un lancio in chat, una rapida conta dei presenti e poi è stato subito facile, persino il tempo che minacciava pioggia si è fatto da parte: i “ragazzi” del controllo di vicinato sono scesi armati lungo le loro strade e hanno fatto piazza pulita. Sono riusciti ad arrestare parecchi nemici, quelli che si vorrebbero eliminare ogni giorno: l’indifferenza, il pensare che spetti ad altri fare qualcosa per il bene comune, l’apatia che porta a rinchiudersi, a voltarsi dall’altra parte rimanendo nello sterile brontolio. E ne hanno fatto tanti sacchetti della differenziata: un po’ di fatica ma ne è valsa la pena. È stato una specie di baratto: un sorriso, una battuta, una chiacchiera, uno “stare insieme” per ogni bottiglia o lattina di birra raccolta per terra, per ogni tappino, pezzo di plastica, cicche indistruttibili, cartacce, cartoni foglie e anche siringhe, tolte alla strada, via dal panorama di quartiere.
I “ragazzi” sono quelli del gruppo di controllo del vicinato che si occupa della sicurezza, in senso ampio, delle vie Zanichelli, Gaddi, Cesalpino e di un pezzetto di via San Faustino. Hanno preso scope e, meglio, ramazze di saggina, palette e sacchettoni Hera, hanno indossato i giubbini catarifrangenti e si sono messi a pulire il quadrilatero delle loro vie. Il preludio alla loro festa, terminata con un rinfresco (ognuno ha portato ciò che aveva in casa) aperto a chi volesse partecipare. In una decina, con qualche volontario che si è aggiunto vedendo i loro vicini trasformati in chirurgici operatori ecologici, hanno iniziato domenica alle 19. «Non potevamo non partire dal luogo che ci crea tutti i nostri problemi - dicono Angela e Alessio, che gestiscono la chat del gruppo - il “solito” negozio etnico all’angolo tra la vie Zanichelli e San Faustino. Se solo chiudesse prima di sera e non rimasse aperto sino alle ore piccole, qui sarebbe tutta un’altra vita. Ma non è così». Ci sono gli ubriachi, c’è il vociare interminabile notturno, ci sono le risse. Ma soprattutto c’è il via vai tipico degli affari di droga: biciclette che vanno e vengono, gente in auto che si ferma e poi si allontana dopo la consegna. Tutto in strada, nella zona, e tutto lascia tracce il giorno dopo, con bottiglie, cocci e anche qualche “ospite” che bivacca tra le auto e fa i bisogni in strada. «Queste sono le storie di tutti giorni - dicono “i ragazzi” - segnaliamo e intanto ci diamo da fare. Con l’app abbiamo segnalato che c’è una nuova buca in strada e c’è un lampione che non funziona più». E mentre una prende stecchi e plastica e l’altro strappa i ciuffi selvaggi cresciuti a bordo marciapiede, qualcuno si affaccia ai balconi e guarda le due signore che faticano a portare il bidone pieno ai cassonetti della differenziata e altre che si spruzzano, tardivamente, un po’ di Autan dopo l’assalto delle zanzare. In via Gaddi c’è un pacchetto aperto di siringhe nuove e uno con il laccio emostatico. «La nostra non è una zona dove vengono a bucarsi - dicono - forse è caduto da qualche borsa». Foto di gruppo con gli ultimi trofei formato sacchi, poi il rinfresco, nello spazio esterno di un appartamento al pian terreno.
La piccola comunità ha avuto l’onore di un inatteso intrattenimento finale: un avventore del vicino negozio, bello carico di birra, si è piazzato proprio davanti a dove stavano festeggiando, in segno di sfida, spalleggiato da altri . Appena sono stati avvisati i vigili c’è stato il fuggi fuggi. —
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