L’azienda diserta l’incontro Vertenza Martinelli paralizzata
Fili (Fiom Cgil): «Sconcertante disinteresse della proprietà, a rischio 50 persone» I dipendenti protestano. La storica ditta è in fermo produttivo, si teme la chiusura
L’incontro in Comune, sulla vertenza della Martinelli Ettore srl con Regione, amministratore delegato e Fiom-Cgil che si sarebbe dovuto tenere ieri mattina in municipio è saltato. E i lavoratori hanno deciso di protestare davanti ai cancelli dell’azienda.
«L’incontro - ha precisato il sindacalista della Fiom Cgil Alessandro Fili - è stato annullato a causa dell’indisponibilità comunicata dalla proprietà per sopraggiunti impegni personali dell’amministratore delegato che, speriamo, non siano, come da voci che circolano insistentemente, legati ad impegni vacanzieri, cosa che dimostrerebbe l’ulteriore disinteresse per le sorti dei lavoratori, disinteresse che sta travalicando i confini della decenza».
I lavoratori, a fronte del mancato incontro, hanno così protestato sotto la sede della Martinelli Ettore per chiedere il rispetto dei loro diritti, il pagamento delle retribuzioni e immediata chiarezza sul loro futuro lavorativo, visto l’attuale fermo produttivo.
Ad oggi sono ancora in forza circa venti dipendenti, ma la vicenda coinvolge più di cinquanta persone, in quanto anche coloro che si sono ricollocati, dopo l’aggravarsi della crisi aziendale, devono ancora recuperare i loro crediti.
«Abbiamo provato a chiedere subito una nuova riunione – continua il sindacalista – che è stata fissata per giovedì alle 11 nella sede della Provincia a a Modena. La situazione al momento attuale è questa: c’è il fermo produttivo ed è assolutamente probabile quindi che si possa arrivare a una chiusura definitiva della Martinelli. Ad oggi non c’è niente di ufficiale ma dentro sappiamo che hanno già inventariato il materiale, hanno messo le mani avanti come se dovessero andare verso lo stop senza riapertura, verso la consegna dei libri in tribunale. Quello che fa veramente più arrabbiare i lavoratori è l’assenza della proprietà. Sto parlando della signora Paola Martinelli perché l'azienda è una delle storiche sul territorio».
Un problema economico che allarga la forbice dell’interesse anche a coloro (35 su 58) che nel frattempo hanno trovato un altro posto di lavoro.
«Esattamente – aggiunge Fili – perché il problema delle retribuzioni, del tfr e dei contributi, non è che c’è solo per i 20-22 lavoratori rimasti, ma anche per coloro che sono andati via. Oltre alle buste paga di maggio e giugno, infatti, mancano all’appello trattamenti di fine rapporto e, forse, anche i contributi previdenziali».
Una crisi che ha radici lontane... «La situazione di difficoltà - conclude – arriva dagli Stati Uniti, dove l’azienda ha fatto nascere una filiale pochi anni fa e dove attualmente vi sono un paio di lavoratori in distacco. Questa filiale è in crisi da tempo, forse già ferma. Così come è in difficoltà quella in terra russa. È comunque inammissibile il disinteresse della proprietà anche verso chi, da 30/40 anni, ha contribuito alle fortune passate». —
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