J’accuse del sindaco di San Felice: «Unione e ospedale Così proprio non va»
In consiglio comunale il primo discorso di Michele Goldoni «Realtà diversa da quella “narrata”. Come per Villa Ferri»
SAN FELICE. «Sul tema ricostruzione, abbiamo ereditato una situazione piuttosto “articolata” nella quale purtroppo la realtà concreta non corrisponde a quella “narrata”. Non vi sto a fare l’elenco dei problemi che abbiamo finora incontrato e di cui però, in simpatia, viene chiesto conto a noi che siamo qui da 45 giorni. Vi faccio solo un esempio, quello di Villa Ferri, di cui era stato pomposamente annunciato l’acquisto, lasciando intendere un piano di azione che a maggior ragione giustificasse quell’acquisto. In realtà Villa Ferri non è mai stata acquistata. Lo stiamo facendo noi. E faremo anche il piano, condividendolo con la nostra comunità».
Il sindaco Michele Goldoni, nel discorso al Consiglio comunale, lunedì sera qualche sassolino dalla scarpa se lo è tolto. Un discorso mantenuto comunque aperto al dialogo e coinvolgente, applaudito dal pubblico. Il nuovo sindaco ha parlato della responsabilità che gli hanno consegnato i cittadini, e della necessità di dialogo e partecipazione «per il rilancio sociale ed economico della comunità». Partecipazione che si sviluppa con le deleghe speciali ai consiglieri, che affiancano gli assessori, con la prossima attivazione delle consulte e con la creazione della Pro loco, coinvolgendo tutte le associazioni, anche allo scopo di «eliminare clientelismi, partitici o personali».
Goldoni -ancora - ha spiegato di avere volutamente ignorato le provocazioni e le contrapposizioni che gli sono arrivate all’indomani delle elezioni, e di essere intenzionato a non considerarle, ma «... nei limiti del possibile».
Grande spazio nel discorso anche alle questioni sovracomunali. A cominciare dalla sanità: «È evidente a tutti la situazione di impoverimento dell’ospedale di Mirandola. Ho partecipato per due volte alla Conferenza territoriale e mi sono trovato da solo con il sindaco di Mirandola a sostenere la necessità di avere un ospedale degno di questo nome. Soli, eppure se su questi temi il territorio non dovrebbe dividersi. Lo abbiamo scritto nel programma: vogliamo un ospedale a Mirandola nel pieno delle sue funzioni». Ma il discorso è andato anche oltre, mettendo in discussione - specie qualora non si riuscisse a salvare Mirandola - che un nuovo ospedale debba costruirsi a Carpi città. Perché un ospedale nuovo a Carpi significherebbe comunque tra 15 anni la fine di quello di Mirandola. «Non deve accadere, né ora né allora».
Poi l’Unione dei Comuni, su cui «in 45 giorni abbiamo già avuto modo di nutrire parecchie perplessità. L’Unione deve essere un servizio ai cittadini, non un ostacolo burocratico. È necessario un cambio di passo», ha esortato. Il discorso ha spaziato poi su economia e agricoltura. E sull’ambiente, annunciando un piano integrato di educazione con le scuole («saranno i bimbi ad insegnarci come salvare il pianeta») ma con la necessità di risolvere la questione amianto, cui la giunta sta lavorando, ma che «andava risolta prima» e le cui responsabilità saranno perseguite in ogni sede «anche giudiziaria».
Sul tema sicurezza un monito: «Non farò lo sceriffo, ma le autorità dovranno fare la loro parte, coinvolgeremo i cittadini e ci impegniamo a risolvere davvero la questione telecamere». Il sindaco ha presentato il nuovo segretario comunale, dottor Nuzzo, invitando tutti a fare la loro parte, rendendo protagonisti e artefici del futuro i cittadini. «Alla fine di questa esperienza vorrei essere l’arbitro di una bella e corretta partita. Di cui nessuno avrà bisogno di ricordare il nome». —
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