Perché no in tangenziale? «Non avevamo le garanzie»
Un responsabile della Fagioli «L’Anas per certi tratti non dispone dei disegni di progetto. Di certi ponti non si conosce “la storia”»
Perché non si è passati in tangenziale ? Era questo il quesito dominante tra tutti i presenti, e non solo, al passaggio del supertir. Perché fare tutta quella fatica tagliando rotonde, valicando cordoli, facendo la barba ai sottopassi, scavalcando un cavalcavia che è pure stato rinforzato con l’acciaio? Sarebbe bastato imboccare la tangenziale e poi approdare tranquillamente sul Canaletto. Ma così non è stato perché di tanti tratti, ovvero ponti, sottopassi, salite, raccordi, non ci sono... certezze. Manca “il pedigree”, manca una documentazione sullo stato di salute. O meglio, non c’è una storia dei vari interventi, se ci siano stati e quali siano stati.
Lo rivela Andrea Innamorato, responsabile commerciale della divisione trasporti della ditta Fagioli, l’azienda incaricata dell’operazione di trasporto del trasformatore della Tironi.
«Il cavalcaferrovia di Ciro Menotti ci dava sicuramente molte più certezze perché nelle nostre mani - spiega - sono finiti sia i dati del Comune di Modena che quelli dell’Anas di Bologna, avevamo quindi dei dati in più. Non è stato semplice organizzare tutto, se si pensa che l’iter autorizzativo è durato una decina di mesi. Parallelamente la fase di studio è stata importantissima perché abbiamo dovuto periziare, su tutto il percorso, circa cinquanta ponti. Su alcuni di questi abbiamo dovuto fare degli interventi, a partire da quello di via Menotti a cui è stato applicato un rinforzo temporaneo. Nei pressi di Mirandola dovremo applicare dei “sovrapponti” che sono delle strutture che servono apposta per il “sorvolo” del ponte. La struttura originaria non viene interessata minimamente dal peso del carico».
«Tangenziale no, perché? Perchè l’Anas - prosegue Andrea Innamorato - per certi tratti, non dispone dei disegni di progetto. Non ci sono i disegni di alcuni ponti e, soprattutto, non si conosce lo stato manutentivo negli anni. Cioè se sono stati fatti opere di bonifica, dei rinforzi, delle sistemazioni, degli adeguamenti e quindi questo ci dava poche certezze. Mentre per Ciro Menotti c’è un po’ più di storia a livello documentale». —
S.TO
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