Ronde per la sicurezza L’esercito in campo al Novi Sad e nei parchi
Controlli e interventi oltre ai presidi fissi attivati in stazione Bloccato dai militari spacciatore con mezzo etto di hascisc
A dare una mano alle forze dell’ordine ci sono anche i soldati.
In questa estate in cui dal Viminale, e per semplici motivi di avvicendamento, sono arrivati solamente due rinforzi (va sottolineato che si tratta di due poliziotti che avevano chiesto il trasferimento a Modena, mentre due, rimpiazzati da allievi freschi di scuola, hanno ottenuto il trasferimento altrove in altri reparti) ben vengano dunque i militari.
I soldati infatti, oltre ad effettuare alcuni presidi fissi, come quelli attivati davanti alla stazione dei treni e in luoghi ormai abituali come tribunale e sinagoga, si “avventurano” a bordo delle loro camionette a controllare e perlustrare, specie nelle ore serali e in quelle notturne, alcune aree a rischio della città. In turni programmati, le jeep con i soldati effettuano “ronde” al Novi Sad, luogo di spaccio e ora sempre più di scontri tra bande di giovanissimi, e nei parchi cittadini, quelli lungo i viali, al XXII Aprile e altri ancora. I militari non fanno da spettatori, non per nulla gli obiettivi dell'operazione “Strade sicure” attivata sul territorio nazionale prevedono i controlli preventive ma anche quelli repressivi, qualora se ne riscontrino le circostanze.
È accaduto l’altra sera, quando verso le 23.30 una camionetta dell'esercito ha effettuato un controllo nella zona del Novi Sad. Alla vista dei militari un giovane, risultato in seguito essere un trentenne marocchino, ha gettato uno zaino in un cassonetto della spazzatura e ha cercato di allontanarsi in fetta per evitare di essere fermato. La mossa non è sfuggita ai soldati che hanno chiamato anche un equipaggio della Volante per intercettare e cercare di bloccare il fuggitivo. Nel frattempo lo zainetto è stato recuperato: all’interno c’erano 53 grammi di hascisc. Il trentenne, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato e portato in questura. Per lui è scattata una denuncia per detenzione a scopo di spaccio di sostanza stupefacente. È inoltre risultato essere senza dimora e clandestino: per lui pertanto è iniziato l’iter che lo porterà all’espulsione dallo Stato italiano, dopo un soggiorno in uno dei centri per il rimpatri attivati al Sud. —
S.TO
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