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Il Percorso Natura è tra i rifiuti baracche e carrelli della spesa

Stefania Piscitello

Abbandono e degrado lungo il sentiero nel tratto tra la Rocca e Spilamberto L’ex assessore Paltrinieri: «L’amministrazione non sembra interessata ad agire»

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Una situazione di degrado e di abbandono, in quello che dovrebbe essere un luogo tutelato in cui immergersi totalmente nel verde. Meta privilegiata per gli amanti del trekking e della mountain bike, il Percorso Natura, che si snoda per circa 34 km all’interno della valle del Fiume Panaro costeggiando le rive del fiume, specialmente con la bella stagione è popolato da tantissimi visitatori. Un locus amoenus in cui poter apprezzare la natura: o almeno così dovrebbe essere. Infatti, nel tratto che parte dal parcheggio di via Zenzano, quindi dalla Rocca di Vignola, e procede a nord verso Spilamberto, la situazione non è esattamente delle più rosee. Baracche abbandonate, biciclette rotte e arrugginite, addirittura carrelli della spesa: il tutto gettato lì, in mezzo agli alberi, sotto gli occhi di tutti.

«È così dagli anni Novanta – denuncia Andrea Paltrinieri che, tra il ’97 e il 2004, è stato assessore alle politiche sociali – ed è una vergogna». Come si è arrivati a questo punto?

«Lì si trovano vecchie concessioni fatte dal demanio – prosegue – per creare spazi recintati da utilizzare come orti o luoghi di ritrovo. E così, qualcuno ha costruito baracche in lamiera o in legno ora abbandonate a se stesse». Accumuli di rifiuti di ogni tipo – lattine di birra comprese – sono a pochi passi dal centro abitato, e le baracche sono letteralmente invase dalla vegetazione, che cerca di riprendersi ciò che le appartiene.

«Ad un progetto di riqualificazione – continua - lavorò l'assessore Monica Maisani, nella prima amministrazione Adani, ma poi non se ne fece nulla». Con le successive amministrazioni, nessun segnale di intervento, fino ad arrivare a quella di Smeraldi «che aveva ricostruito una mappatura delle concessioni demaniali e aveva contattato gli intestatari viventi, denunciando la situazione di degrado e invitando a intervenire per la pulizia». Sono circa 500 i metri di terreno sotto accusa, ragion per cui, sottolinea l’ex assessore «basterebbe che ogni amministrazione riqualificasse un tratto di 100 metri. Smeraldi aveva mosso i primi passi nel 2016 e se Pelloni avesse voluto, avrebbe potuto proseguire su quella strada. È un delitto lasciare in una condizione del genere, tra polvere e sporcizia, uno dei punti più interessanti dal punto di vista paesaggistico di Vignola». —

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