Pronte altre 150 antenne wi-fi per gli spazi universitari
L’ateneo cresce ancora, installate in pochi mesi per arrivare a 500 dispositivi In dieci anni settemila studenti in più e costi del personale calati di 10 milioni
Università sempre più connessa. Connessa al mondo reale con una offerta formativa nuova, connessa sempre più ad internet nel vero senso della parola. E l’annuncio è arrivato da uno degli ultimi momenti ufficiali prima dell’avvicendamento in rettorato.
Il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore ha ospitato la tradizionale assemblea di Ateneo estiva di Unimore che, dopo l’introduzione del rettore Angelo O. Andrisano, ha consentito di fare il punto su alcuni degli aspetti strategico-programmatici dell’Ateneo grazie ai contributi portati dal prof. Paolo Tartarini sul Piano Energetico, dalla professoressa Grazia Ghermandi sulla Sostenibilità ambientale, dal prof. Franco Zambonelli sul Piano informatico, dalla dottoressa Federica Balugani sul Bilancio di esercizio, dal prof. Sergio Ferrari sull’Internazionalizzazione, dal prof. Paolo Silvestri sulle Competenze trasversali e dal prof. Marcello Pellicciari sullo Sport in Ateneo.
Tra gli aspetti emersi, di particolare interesse gli investimenti informatici. Il dott. Dario Montardi ha aggiunto che ciò che ha distinto l’attività è stato il continuo aggiornamento delle infrastrutture, il potenziamento della rete interna che ora con le dorsali a 10Gb/s è in linea con le migliori soluzioni di mercato e la distribuzione capillare del WiFi a copertura di tutte le sedi di Ateneo, che conta ora oltre 350 antenne, con l’obiettivo di raggiungere le 500 entro i primi mesi del prossimo anno. Un investimento che porterà altre 150 antenne negli spazi universitari in pochi mesi.
La dottoressa Federica Balugani ha poi presentato i risultati del Bilancio di esercizio 2018 di Unimore, che si è chiuso positivamente con un utile di esercizio pari a euro 4.016.769 e con dati incoraggianti rispetto alla crescita dell’Ateneo sia in termini di finanziamenti e sostenibilità economica sia in termini di iscritti e attività di sostegno alla didattica. In uno scenario in cui rispetto a 10 anni fa il Fondo di Finanziamento nazionale è diminuito per l’intero sistema del 6% e Unimore, seguendo negli anni il trend nazionale, ha subito una analoga riduzione percentuale, sono state realizzate azioni volte da un lato al contenimento dei costi e dall’altro alla crescita dell’Ateneo. La spesa per personale registrata nel 2018 (83,8 milioni di euro) è minore del 11% rispetto a quella registrata nel 2009 (94,1 milioni di euro) la performance della ricerca si sono mantenute stabili e hanno posizionato Unimore nel gruppo delle università “virtuose” (a Unimore è assegnato quasi stabilmente l’1,46% della quota premiale nazionale). Ottima è stata l’evoluzione dell’offerta formativa in termini di attrattività: il numero degli iscritti è passato da 17.765 nel a.a. 2008/2009 a 24.521 nell’a.a. 2017/2018 pari a un aumento percentuale del 38%, portando così Unimore tra i gli atenei italiani di grandi dimensioni. —
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