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«Borsellino insegna a coltivare la legalità Sarà il nostro faro»

Agata Patanè
«Borsellino insegna a coltivare la legalità Sarà il nostro faro»

L’assessore Capuozzo ricorda la strage di via D’Amelio Il sindaco Gargano: «Cerimonia che fa emozionare le persone perché possano riflettere»

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Una celebrazione dal forte valore civile e simbolico quella che si è tenuta ieri dove cittadini, istituzioni e forze dell’ordine hanno ricordato la strage di Via d’Amelio, in cui 27 anni fa persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Numerose persone si sono fermate ad ascoltare in silenzio i diversi interventi che si sono succeduti. A prendere la parola sono stati: il sindaco Giovanni Gargano, il parroco Don Remigio Ricci, il viceprefetto Giorgio Zanoli e il nuovo assessore alla legalità Francesca Capuozzo. «La delega alla legalità non sarà eterea - ha detto Capuozzo - organizzeremo incontri, momenti, cercheremo di coinvolgere soprattutto gli studenti. Il tema della legalità non è solo correlato alla lotta alla mafia, oggi non ho parlato di mafia ma di quello che per Borsellino era la cultura della legalità, perché la legalità va oltre il rispetto delle regole. La legalità è un principio cardine del nostro ordinamento e significa conformarsi alle leggi, da parte dei cittadini ma in primis delle istituzioni, che devono aderire alle leggi e devono dare il buon esempio. È importante trasmettere questo significato, che la legalità è da tutte e due le parti, che non si può pretendere rispetto delle leggi solo dai cittadini».

La cerimonia si è svolta in Piazza Aldo Moro, di fronte all’Albero della Legalità. «Chi ce lo fa fare di organizzare cerimonie, di stare sotto al sole in giacca e cravatta, in mezzo alla frenesia del mercato? - ha aggiunto il sindaco Gargano - Ce lo fanno fare le persone. Ce lo fanno fare Falcone e Borsellino, ce lo fanno fare i ragazzi delle scorte. Se noi vogliamo davvero dare merito a queste persone dobbiamo fare in modo che queste cerimonie possano emozionare le persone, per portarle a riflettere». —

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