Cdr, una seconda giovinezza: ristrutturazione, luci e giardino
L’annuncio dei nuovi lavori nel corso di una serata del Rotary, che pagherà i costi Don Stefano Violi: «Progettare insieme nelle periferie per animare gli spazi»
Un altro service del Rotary Modena in favore della Città dei Ragazzi. La decisione è stata rivelata nel corso di una riuscita serata alla Cdr, presente il vescovo di Modena, don Erio Castellucci, il direttore della storica struttura, don Stefano Violi, e i rotariani modenesi, con in testa il presidente Andrea Pini Bentivoglio. Nel corso della serata, appunto, sono stati ricordati i service, le donazioni finalizzate, già effettuate negli ultimi anni da parte del Rotary modenese e, soprattutto, è stato annunciato il nuovo intervento che vedrà la luce nel corso dei prossimi mesi. Ecco le parole del direttore della Città dei Ragazzi, don Stefano Violi: «In questi anni sono aumentate le amicizie tra il Rotary di Modena e la Cdr, insieme alla generosità. Penso al service 2016-2017 con la ristrutturazione ed illuminazione del portico, e al service del 2017-2019 con la piantumazione del parchetto, inaugurato insieme l’8 dicembre del 2017, in occasione del settantesimo della Città dei Ragazzi. Per far germogliare l’antico sogno nelle periferie sempre nuove della nostra città. Non da soli, ma insieme. E ora l’ultimo service, in continuità con i precedenti: dopo la luce sul passato, il ripristino del portico, casa per centinaia di bambini nel centro estivo, la piantumazione degli alberi nel parchetto, ora la messa a norma e la realizzazione dell’impianto di illuminazione del parchetto e della zona prospiciente il bar, che inaugureremo insieme nella prossima primavera». L’impegno del Rotary sarà importante e consterà nella donazione di 10mila euro in favore della struttura che ha superato i 70 anni di vita e che è stata voluta da don Mario Rocchi, il fondatore della Cdr che è rimasto accanto alla sua ‘creatura’ fino alla morte a 102 anni. Il sogno di don Mario era quello di avere una Città sempre giovane e sempre rinnovata e con questi service l’obiettivo è proprio quello di continuare a manutenere e a rinnovare una struttura che, comprendendo anche l’istituto di formazione professionale, ha ancora oggi un impatto molto significativo sulla città di Modena. E’ ancora don Violi a chiudere: «Basti pensare al riconoscimento unanime del Consiglio Comunale di Modena che all’unanimità, il 19 gennaio 2017, ha dedicato un parco a don Mario. Emblema riuscito del cattolicesimo sociale modenese, innestato nel tessuto ecclesiale e cittadino, don Mario Rocchi tradusse il modello salesiano dell’oratorio nella realtà locale, ancorandolo non a un ordine religioso ma alla diocesi di Modena e al suo vescovo. Ai giovani del dopo guerra, don Mario diede accoglienza, sport, Vangelo e lavoro. Per educarli fondò la Scuola professionale, ancora oggi attiva, sempre presente nelle frontiere sociali della nostra città. Orfani di guerra, giovani provenienti dalla montagna, giovani immigrati dal meridione prima, dal mondo poi, tutte le emarginazioni giovanili hanno trovato alla Cdr una casa». Una casa che, ancora oggi, ospita ed è riferimento per tanti giovani. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
