Andrea Bosi di corsa nella città dei cantieri «Ma quello del Sigonio è già in ritardo»
L’assessore con le deleghe a Lavori Pubblici, Centro Storico, Lavoro e Legalità fa il punto sull’agenda delle priorità: «Sarà una bella sfida»
l’intervista
Il centro storico gli è rimasto. Non solo come delega. Lo ha proprio nel cuore: ci abita e tutte le mattine la prima passeggiata è sotto la Ghirlandina, meglio se di corsa, il suo hobby preferito. Andrea Bosi, assessore della giunta Muzzarelli con deleghe molteplici (Lavori pubblici, Manutenzione e decoro della Città, Centro Storico, Politiche per il Lavoro e Legalità) vive il secondo mandato come una sfida: «Sono passato dalla fase di controllo - quando aveva la delega al bilancio - a quella più esecutiva dei lavori pubblici. È stata una sorpresa ma per me, che mi sono sempre occupato di legalità - è laureato in Legge con master e dottorato - è l’occasione per legare questo tema al mondo degli appalti».
Il suo tavolo, infatti, è pieno di nuovi progetti.
«Alcuni cantieri li conoscevo già in qualità di assessore al centro storico, ma in queste settimane, con il nuovo incarico, insieme ai tecnici ho iniziato il giro dei sopralluoghi di ogni cantiere avviato o in partenza. È davvero una città in movimento, non è un mero slogan. Negli indirizzi del sindaco abbiamo un impegno prioritario per il centro storico e per realizzare una città a misura di tutti, una città amica, superando le barriere architettoniche e sviluppando ogni tecnologia per renderla più semplice da vivere. La vogliamo anche più compatta e bella, recuperando le aree a rischio degrado, investendo sulle manutenzioni, garantendo verde pubblico e piste ciclabili».
Tra gli impegni che vi siete presi, qual è il più complesso?
«Quello sulla manutenzione e cura della città è un impegno che dovremo sviluppare ulteriormente, a cominciare dalle scelte di bilancio per il prossimo anno. Servono più risorse per garantire la manutenzione di strade, piste ciclabili, marciapiedi e verde pubblico».
Un cantiere simbolo?
«In centro stanno proseguendo i lavori di piazza Mazzini, si sta lavorando al secondo stralcio che riguarda l’ex Diurno (la parte sottoterra dunque). Nei giorni scorsi sono arrivate le lastre di marmo che richiama le venature rosa della Ghirlandina e serviranno per la copertura, si comincia nei prossimi giorni. In giunta abbiamo approvato la delibera per lo spostamento dell’edicola entro luglio. Poi verrà ricollocata in piazza, nello stesso luogo».
Ha tra le mani una fetta di futuro della città: non c’è nulla che la preoccupa?
«Un cantiere che sta risultando problematico è quello del restauro, del miglioramento sismico e della rifunzionalizzazione del complesso scolastico del Sigonio. Già da mesi il Comune sollecita l’azienda al rispetto del cronoprogramma, ma i ritardi ormai stanno diventando eccessivi e il direttore dei lavori ha inviato anche recentemente richieste molto puntuali per la realizzazione di una serie di lavorazioni nei tempi previsti, parliamo di fondazioni, scarichi, opere strutturali… Non sono un tecnico, ma quando nei giorni ho visitato il cantiere non ho avuto l’impressione di un’attività febbrile. In ogni caso, a inizio agosto faremo una verifica».
Stiamo sulle scuole, che sono tra i punti più “caldi”.
«Come tutte le estati i cantieri nelle scuole sono diversi, in diversi casi anche solo per piccole manutenzioni ordinarie. Alle Pascoli, che invece sono state oggetto di un intervento importante di miglioramento sismico, siamo ai ritocchi finali e a settembre bambini e insegnanti potranno rientrare nella propria sede storico».
Il suo è un viaggio tra i cantieri.
«Particolarmente suggestivo è l’intervento in corso al San Paolo per il ripristino e il rafforzamento della chiesa e dell’ex Oratorio, la cosiddetta Sala delle Monache. Al termine dei lavori di restauro avremo a disposizione nuovi spazi di prestigio per attività espositive ed eventi. Proseguono per tutto il mese di agosto anche i lavori di riqualificazione e ripavimentazione in via dei Lovoleti, a due passi da piazza Roma. Nei prossimi giorni il cantiere verrà leggermente ridotto per non essere di disturbo alle attività in programma in queste settimane. Ma si tratta di un cantiere necessario anche per il rifacimento delle fognature e per sostituire l’asfalto con una pavimentazione lastricata di pregio. In generale tutti gli interventi che faremo in futuro sulla pavimentazione del centro storico saranno orientati all’abbellimento e alla valorizzazione».
Ma non c’è solo il centro storico...
«Il cantiere del Data Center nella zona Nord è a buon punto con le attività di scavo. È un investimento da oltre 5 milioni di euro nell’ambito del Progetto Periferie: lì avremo il cuore tecnologico della città, consolidando e rendendo più efficiente la rete locale dell’Ict, andando a sostituire i Ced di enti pubblici e soggetti privati migliorandone qualità e sicurezza. A poche decine di metri sono partiti anche i lavori della palazzina di “Abitare sociale” in via Forghieri (valore complessivo 8,1 milioni di euro) dove sono previsti 33 alloggi e, a piano terra, un Centro diurno per persone con disabilità. Sono due interventi che, assieme al prossimo stralcio di lavori sulla viabilità di via del Mercato, Canaletto e via Finzi, trasformeranno un intero quadrante della città».
Tra le altre sue deleghe ci sono legalità e lavoro.
«Nel mandato appena concluso ci siamo concentrati molto sul gioco d'azzardo patologico e sulle questioni connesse alla diffusione della cultura della legalità, ad esempio negli itinerari didattici nelle scuole sul tema della mafia o in iniziative pubbliche. Questi sono percorsi che continuano, ma ora svilupperemo anche il tema degli appalti (strettamente connesso alla delega ai Lavori Pubblici) per affermare che la linea intrapresa dal Governo sul massimo ribasso va nella direzione opposta a quella che perseguiamo a Modena per garantire anche qualità del lavoro e una corretta concorrenza tra imprese. Il lavoro rappresenta un punto centrale del programma di governo della città. Vogliamo più occupazione ma anche una migliore qualità del lavoro, non basta che sia solo dignitoso. Il lavoro di qualità deve assurgere ad elemento valoriale del nostro tessuto socio-economico, un plus valore per il made in Modena». —
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