Gazzetta di Modena

Modena

il caso 

Dona terreno per evadere l’Imu Il Comune rivuole 171mila euro

Francesco Dondi
Dona terreno per evadere l’Imu Il Comune rivuole 171mila euro

L’amministrazione intende perseguire la donna che ha un debito mai pagato Per dimostrare di non avere i soldi ha coinvolto i figli trasferendo loro la proprietà

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Otto anni di mancato pagamento di Ici prima e Imu poi sulle sue proprietà e il tutto nonostante il Comune avesse più volte sollecitato - come fa con ogni contribuente moroso - il saldo del debito maturato. La strategia di una donna sassolese ha portato ad accumulare una cifra enorme: 171.880 euro, comprensiva di interessi, sanzioni e spese e successive occorrente, che da oltre un anno le amministrazioni locali stanno cercando di introitare anche alla luce di rimpinguare il bilancio comunale e liberare risorse.

Ma finora la situazione ha vissuto una fase di stallo, o meglio la vertenza è destinata a finire in tribunale come ha deciso la Giunta guidata da Francesco Menani che ha dato mandato agli avvocati Marina Baschieri e Annamaria Grasso, referenti dell’ufficio Avvocatura municipale, di tutelare il credito vantato.

La storia affonda le radici nel 2008, primo anno in cui la donna non versa l’Ici e così farà fino al 2015. È il marzo 2018 quando il l’amministrazione di Claudio Pistoni decide di alzare i toni del recupero crediti, chiedendo al tribunale di Modena di poter verificare, attraverso alcune ricerche telematiche, la situazione patrimoniale della signora.

In appena quattro giorni il giudice Michele Cifarelli autorizza le verifiche che portano a due scoperte. La prima è che la contribuente non ha beni da aggredire sufficienti da coprire il credito del Comune quindi ogni strada per un pignoramento porta a un vicolo cieco; la seconda svela però un’operazione avvenuta nel luglio 2016 quando la donna, con un atto pubblico, dona ai figli un terreno edificabile. «È chiaro lo scopo di sottrarre detto bene alle azioni esecutive del Comune di Sassuolo, finalizzate al recupero delle imposte non pagate», si legge nelle deduzioni del municipio, che a questo punto decide di farsi valere in sede giudiziaria. Come? Chiedendo di ottenere una dichiarazione di inefficacia dell’atto di donazione. Una strategia che ha un chiaro scopo: fare sì che il terreno torni nelle disponibilità formale della madre e poter poi mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutela del proprio credito. Per attuare l’operazione sarà però necessario un altro atto del tribunale a cui il Comune, con la delibera di Giunta appena approvata, chiederà al giudice di Modena di dichiarare l’inefficacia nei confronti del Comune dell’atto di donazione sottoscritto dalla signora O.M.D. a favore dei figli. Solo a quel punto, semmai si otterrà il nullaosta legale, potrà iniziare l’azione che potrebbe portare anche al pignoramento del terreno edificabile fino al valore del debito maturato. —



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