Bimbi tolti alle famiglie, inchiesta in Regione
Il presidente Bonaccini lancia la commissione speciale: «Tecnici di elevata esperienza analizzeranno il sistema delle tutele»
Mentre il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, è pronto a varare la squadra speciale di esperti attraverso cui monitorare il sistema degli affidi, anche la Regione Emilia-Romagna mette in campo una commissione tecnica in grado di analizzare la situazione relativa alle tutele verso i minori tolti alle famiglie. È una risposta, sollecitata da più parti, che il presidente Stefano Bonaccini ha voluto proporre anche per uscire dalla storpiatura strumentale che vede nel Pd il partito responsabile del maltrattamento dei bambini e del business degli affidi.
«La Regione - spiega il presidente - ha istituito un'apposita Commissione tecnica, formata da professionisti di assoluta competenza, per analizzare il sistema delle tutele nel suo insieme e individuare, laddove presenti, criticità e possibili correttivi, anche al di là delle competenze specifiche della Regione. In questo modo ho voluto dare il senso che nessuno può nascondersi dietro le responsabilità altrui: siamo tutti interessati e dobbiamo tutti sentirci impegnati a rafforzare il sistema di tutele nel suo insieme perché questo pretendono i cittadini, al di là delle prerogative dei diversi attori in campo. La Regione non ha nulla da nascondere ed è anzi la prima a volere che sia accertata la verità. Abbiamo già annunciato che, in caso di processo, ci costituiremo parte civile».
Bonaccini difende poi migliaia di operatori sociali. «Una cosa deve essere chiara - tuona il presidente - nessuno si permetta di mettere sotto accusa un’intera categoria di persone che opera nel sistema di welfare dell’Emilia-Romagna. Anche qui, ribadisco ciò che dissi il giorno stesso in cui si seppe dell’avvio dell’inchiesta: non accetto speculazioni nè il discredito sul lavoro quotidiano di migliaia di operatori dei servizi per l’infanzia».
C’è poi una chiara vena polemica verso tutti coloro che stanno strumentalizzando la vicenda Bibbiano: si pensi che ieri la “tag” sul paese reggiano è stata a lungo la più usata dai deputati italiani. «In questo delicatissimo contesto dove il bene primario dovrebbe essere in ogni caso la tutela dei minori coinvolti e delle famiglie - accusa Bonaccini - troppi hanno deciso di percorrere la strada della strumentalizzazione, arrivando ad utilizzare vicende drammatiche per la ricerca del consenso di parte. La campagna d’odio scatenata sui social non solo non permetterà di fare un passo avanti nell’accertamento dei fatti, ma rischia al contrario di generare altri mostri e altri reati».
Critiche alla Commissione d’inchiesta arrivano dai 5 Stelle e Stefano Bargi (Lega) per un provvedimento “copiato” e che andava preso da tempo. —
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