Oggi i medici decidono sull’anziano omicida
È prevista per oggi la decisione della commissione medica che sta valutando le condizioni psichiche di Domenico Leonelli, l’ex muratore pensionato 88enne che ha accoltellato a morte la moglie 77enne Teresa Petrone nella loro casa in via Alassio. L’anziano si trova ancora al reparto di Diagnosi e Cura dell’ospedale, piantonato dalla polizia fin dal suo arresto. Le sue condizioni psichiche erano già difficili al momento della scoperta del delitto per una evidente stato di confusione. Che però dovrà essere valutata ed eventualmente accertata. Per questo è in corso la decisione. I medici designati daranno risposte in merito al gip Eleonora Pirillo che ha convalidato l’arresto e ascoltato l’anziano nell’interrogatorio di garanzia.
Intanto dall’autopsia è emersa una prima conferma importante: a uccidere Teresa è stato un colpo di coltello, un affondo nel fegato. Il taglio in profondità in un organo così delicato ha provocato un’emorragia che ha portato al decesso poco dopo l’aggressione, avvenuta all’alba. Un secondo colpo di lama al collo invece è risultato sì profondo ma non tale da provocare la morte. La salma ora è stata riconsegnata ai familiari dal pm Marco Niccolini, titolare dell’indagine, in vista del funerale. Mentre la Squadra Mobile sta svolgendo gli ultimi accertamenti, si può dire che il caso è chiuso: lo stesso Leonelli, difeso dall’avvocato Jacopo Decaroli, ha ammesso di aver commesso il delitto e ripete di essersi amaramente pentito. Ha raccontato di avere avuto screzi con la moglie per piccole cose, come le piante di casa che lui non voleva e lei invece curava con amore. Non sopportava che altri uomini la intrattenessero. E negli ultimi tempi si era spesso innervosito con lei. Insomma, l’anziano è consapevole di cosa accadeva e di cosa ha poi fatto. —
C.G.
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