Piacentini Costruzioni riemerge Salvi 85 posti di lavoro modenesi
Il Tribunale ha autorizzato il Piano aziendale, a settembre il voto dei creditori. L’attività estera procede
Dal novembre scorso, quando uscì la notizia della richiesta di concordato dell’azienda Piacentini Costruzioni di Montale, la realtà è mutata in maniera significativa.
E le speranze che l’impresa possa riprendere a pieno ritmo la propria attività diventano sempre più consistenti.
Il Tribunale ha da tempo approvato il Piano aziendale dando via libera al concordato in continuità: l’impresa ha così potuto procedere con la propria attività. Due punti fondamentali in questa fase inducono all’ottimismo: da una parte tutti gli 85 posti di lavoro modenesi, per una società che vanta un’ampia attività all’estero, sono al momento stati salvati e dall’altra proprio i tanti appalti all’estero, in particolare in Svizzera e Brasile, non hanno avuto ripercussioni garantendo una continuità significativa. Il Gruppo nel complesso vanta 250 addetti.
Ora Piacentini Costruzioni è attesa da una fase decisiva, quando nel prossimo mese di settembre i creditori dovranno pronunciarsi sul Piano proposto dall’azienda. In caso di voto favorevole sarà evidente che, dopo avere rivisto la luce, l’azienda potrà continuare il proprio percorso di rinascita. È probabile che in questo caso l’azienda debba anche ricorrere a nuove assunzioni per fare fronte alle commesse acquisite.
Nel novembre scorso, al momento della richiesta di concordato, Dino Piacentini, presidente della società che ha sedi a Montale e Palagano, aveva affermato: «La nostra è una crisi finanziaria e non certo di lavori da eseguire. Il problema è la burocrazia, le commesse decise anni fa e ancora non pagate. Abbiamo commesse in Brasile, Albania, Libia, sbloccate ora per 70-80 milioni di euro di lavori. Nello scorso luglio abbiamo presentato alle banche creditrici una prima bozza di piano per ristrutturare il debito nei loro confronti. Debito che riguarda solo gli istituti di credito».
I motivi della crisi erano stati spiegati anche nel documento presentato con la richiesta di concordato: «L’impresa deve la sua crisi - si legge nel documento - a quattro commesse firmate nel 2014 (una in Albania, una in Brasile, una in Libia e una in Italia) del controvalore di 113 milioni di euro che avrebbero permesso di fatturare già in quell’anno 40 milioni. Tutti questi quattro appalti hanno in realtà subito ritardi di notevole entità».
Piacentini Costruzioni ha compiuto i 70 anni: venne fondata nel 1949 da Stefano Piacentini. Agli inizi degli anni ’80 il passaggio alla seconda generazione e nel 1981 nasce Piacentini Costruzioni spa, attualmente ancora controllata dalla famiglia Piacentini. Presidente è il 61enne Dino Piacentini, il fratello Maurizio è Ad e l’altro fratello, il 51enne Giovanni, è noto nell’ambiente calcistico per i suoi trascorsi da professionista prima nel Modena poi in serie A con Roma, Fiorentina, Atalanta e Bologna.
La società, che nel 2017 aveva fatturato 88 milioni, quando ha richiesto il concordato era impegnata direttamente in lavori del controvalore di 180 milioni e in altri, in forma consortile, per quasi 500 milioni, con clienti primari fra i quali Anas ed Eni.
Sono numerosi i grandi lavori in cui è stata impegnata questa impresa, dal Mose di Venezia al cantiere dell’alta velocità Lione-Torino tramite il Consorzio Coseam. In Libia nel 2014 ci fu anche la vicenda del tecnico dell’azienda sequestrato da banditi.
Dino Piacentini si è impegnato anche nell’editoria con la PE Piacentini Editore srl, società editrice del quotidiano modenese Prima Pagina: la “PE” è stata sottoposta a procedura di fallimento dall’agosto 2017. Ha poi investito nel tentativo di Matteo Renzi di fare rivivere il quotidiano L’Unità. L’imprenditore è stato alla guida delle associazioni di imprese Apmi e Confapi, presidente nazionale di Aniem e nello sport è stato socio con Catia Pedrini nel Modena Volley maschile.—
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