Tensione altissima sul nuovo ospedale «Non sarà condiviso con Mirandola»
La Conferenza sanitaria tira dritto sul progetto della Regione Il sindaco Greco: «Sia baricentrico». Bellelli: «Impossibile»
Carpi trova importanti sponde politiche per la realizzazione del nuovo ospedale. L’intenzione della Regione e del Comune ha trovato il sostegno di buona parte della Conferenza territoriale socio-sanitaria dove il presidente Muzzarelli e il suo vice Simone Pelloni hanno promosso l’idea. Mirandola rimane invece in una posizione minoritaria e la proposta di una struttura baricentrica con la Bassa continua a non trovare alcun sostegno.
«Nell’Area nord la strategia individuata dalla Regione prevede un nuova struttura ospedaliera a Carpi e il potenziamento di quella di Mirandola - ha detto Muzzarelli nell’incontro di martedì - E i due ospedali dovranno collaborare all'interno di un piano più ampio di rete ospedaliera e territoriale provinciale per sviluppare nuove opportunità e risposte in un'ottica, appunto, di rete. Ci auguriamo che queste decisioni possano superare le discussioni di questi mesi su un ospedale unico dell’area nord, confermando due importanti ospedali. Il gruppo tecnico individuato dalla Regione sul nuovo ospedale di Carpi, composto da dirigenti regionali e Ausl di Modena, sta lavorando per definire le caratteristiche dei servizi contenuti della struttura. La Conferenza è coinvolta nel percorso per assicurare la massima trasparenza in un confronto con la Regione per individuare una ubicazione più favorevole, accessibile e vicina ai cittadini dell’area nord».
Simone Pelloni, sindaco di Vignola, ammette «la necessità di una progettazione condivisa che il gruppo tecnico e la Conferenza saranno in grado di garantire. La rete sanitaria provinciale sarà sempre più integrata con criteri uniformi su tutto il territorio, una scelta strategica che anche a Vignola sta dando buoni risultati».
Bordate bellelli-greco
I due protagonisti principali, i sindaci Alberto Bellelli e Alberto Greco, non se le sono mandate a dire. È soprattutto il primo cittadino di Mirandola a vedere sfumare l’ambizione di un ospedale vicino alla Bassa. «L’ubicazione del nuovo ospedale - dice Bellelli - sarà decisa dopo la conclusione del lavoro del gruppo tecnico che indicherà la caratteristiche della struttura. Terremo conto di diversi aspetti compresa la viabilità, la vicinanza con l’autostrada e l’accessibilità per tutti i cittadini del distretto nord».
Il sindaco Greco ha ribadito la richiesta di «un ospedale baricentrico e il potenziamento di Mirandola. Su questo chiediamo un confronto perché il nostro territorio non deve rimanere isolato», una tema sul quale Bellelli ha risposto ricordando che «l’ipotesi è stata scartata per le difficoltà legate ai collegamenti viari».
I soldi su mirandola
Alla Conferenza ha partecipato anche Antonio Brambilla, diretto dell’Ausl di Modena, che ha snocciolato le ingenti risorse messe sul Santa Maria Bianca di Mirandola. Sono stati ricordati, oltre ai quasi 25 i milioni investiti per la ristrutturazione degli edifici sanitari post sisma, l’ospedale di comunità (Osco) e la Casa della Salute (la cui gara è in fase di aggiudicazione) per cui sono previsti investimenti complessivi di ulteriori 10,5 milioni.
«Il potenziamento - si legge in una nota - ha riguardato anche la dotazione di posti letto, con il recente incremento delle degenze da 10 (create nel 2018) a 14 a favore della Riabilitazione estensiva. Questo nuovo assetto logistico ed organizzativo permette di fornire una risposta di qualità ai pazienti ortopedici e neurologici (post-ictus o successiva ad interventi di protesica), anche grazie alla sinergica attività di un’equipe multidisciplinare che comprende fisiatra, fisioterapista e medico internista, rendendo Mirandola centro dell’attività ortopedico-riabilitativa dell’area nord. L’acquisizione di nuovo personale ha permesso, tra l’altro, di attivare, dall’8 luglio, la nuova organizzazione del servizio di Triage al Pronto soccorso, con un infermiere dedicato per migliorare la presa in carico di chi accede in emergenza. Il progetto, attivo sette giorni su sette, 24 ore su 24, ha previsto l’acquisizione di sei nuovi infermieri». —
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