Treni cancellati, i pendolari: «O paghi di più o resti qui»
Rassegnazione tra i viaggiatori in stazione per la soppressione di alcuni regionali «L’unica alternativa è pagare il supplemento per l’alta velocità». Bus in ritardo
Treni cancellati. Pullman in ritardo di ore. Bus a singhiozzo. Il mercoledì nero per i trasporti ha provocato disagi per chi si doveva muovere in città e non solo. Alla stazione dei treni i lavori di ristrutturazione hanno fatto da cornice a code e lamentele. Cancellate corse per Piacenza e Mantova, Sassuolo e Bologna. «Ho fatto i biglietti per prendere un altro treno per Bologna – protesta sui binari Barbara Panebianco – e ho dovuto pagare la differenza. Sul tabellone è indicato che la corsa è cancellata, ma l’operatore mi ha garantito che ci sarà. Non so come arrivare a Bologna per prendere la coincidenza per Ancona».
«I disagi capitano a ogni sciopero», aggiunge con amarezza Martina Mosca. Si avvicinavano le 14,30, il termine delle 17 di fine dello sciopero è lontano, la temperatura si fa elevata. Intanto, nella sala d’attesa la torinese Giulia Cappai incrocia le dita. Il treno verso la Mole dovrebbe partire alle 16,30, salvo ulteriori complicazioni. «In questi casi si aspetta e poi in caso ci si organizza – spiega la giovane – male che vada dovrò dormire a Modena. Per fortuna è un disagio che non capita spessissimo». All’esterno, in piazza Dante, qualcun altro aveva rinunciato in partenza a fare ritorno a casa il giorno dello sciopero nazionale. «Sarei dovuto tornare ieri a Torino – precisa Niccolò Ghirelli – ma ho preferito aspettare ventiquattro ore per prendere il biglietto. Già c’era stato il blocco dell’alta velocità (dopo l’incendio doloso di due giorni prima), ci mancava lo sciopero». Posticipare il viaggio non è l’unico accorgimento. «A Torino capita abbastanza spesso ci siano scioperi – aggiunge Ghirelli – per cui ci si organizza con i parenti o a volte con i mezzi sostitutivi, che non funzionano troppo bene». Un’esperienza nella direzione opposta la vive Salvatore Vicinanza. «Sarei dovuto giungere a Modena da Torino con il treno regionale – spiega il giovane – ma l’altro ieri per lo sciopero ho dovuto prenotare un treno dell’alta velocità, spendendo tre volte quanto avrei speso normalmente».
I due giovani erano alla fermata degli autobus, in sciopero dalle 11 alle 15. Le corse appaiono più rade del solito sui monitor elettronici coperti dalle pensiline. Schermo vuoto invece davanti in piazzale Molza, nei pressi della stazione delle corriere. Chi deva prendere i mezzi in direzione del centro deve attraversare la strada per leggere un cartello rosso in cui era indicato lo sciopero. Nello schermo luminoso sotto la tettoia in cui aspettano i mezzi provenienti dal centro i tempi di attesa sono già nell’ordine della decina di minuti.
Dall’altra parte della stazione delle corriere è ormai raggiunta l’ora. «Dovevo partire alle 14 – dice Enrico Bernardi – e invece il pullman partirà alle 15. Sapevo dello sciopero, ma dovevo muovermi per forza».
Tra tante attese, qualcuno trova un percorso privo di difficoltà. «Per ora non ho avuto nessun disagio – conclude Virginia Losi, carpigiana di stanza a Venezia – ma speriamo bene». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
