Gazzetta di Modena

Modena

San cesario. affondo di zanoli 

«Emiliana, no alla fideiussione e ora tocca ai cittadini pagare»

Saverio Cioce

Il consigliere della lista civica “Rinascita”: «I sindaci non hanno mai voluto  chiedere garanzie serie alla ditta. Ora dove salteranno fuori i soldi della bonifica?»

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«È successo quello che abbiamo denunciato da anni. L’Emiliana Rottami è fallita e resta la discarica di vetri macinati e polveri in eredità ai nostri cittadini, che subiscono danni alla salute per quelle montagne che nessuno mette in sicurezza».

Mirko Zanoli, consigliere comunale della lista civica Rinascita, punta il dito contro quella che definisce “una lunga catena di coperture e omissioni a favore della ditta”.

Ora siamo alla resa dei conti; a giorni, a fine mese cioè, scade il mandato del curatore nominato dal Tribunale, ma nessuno si è fatto avanti nè per l’acquisto dell’area nè dell’azienda. E la bonifica del sito? Buio fitto. I due siti di via Bonvino e via Verdi sono destinati a a restare abbandonati, salvo bonifiche da parte degli enti locali, cioè del Comune, perchè il pericolo per la salute pubblica è sempre incombente.

« Già con il passato sindaco - rincara la dose Zanoli - avevamo chiesto che il Comune fosse più attento, che si facesse dare una fideiussione per intervenire in caso di emergenza. Invece anche lui non ha fatto nulla e ora la patata bollente è nelle mani dei cittadini. Ci vorranno soldi pubblici per riparare ai disastri dei privati, per realizzare una bonifica che avrebbe dovuto essere realizzata molti anni fa. Invece tutti soldi risparmiati e quindi guadagnati da parte di chi mandava avanti l’Emiliana Rottami: Ma quei profitti sono stati realizzati anche a spese dei cittadini e dell’ambiente di S.Cesario. Faccio un solo esempio. Cosa potrebbe succedere se anche le nostre zone fossero interessate da una tempesta di vento, o peggio ancora un tornado? È già accaduto alcune settimane fa nella nostra provincia. Se dovesse accadere anche da noi, colpendo l’area dove ci sono le montagne di rottami e di polveri di vetro, il primo punto in pericolo oltre alle case vicine sarebbe l’autostrada. Ma ci rendiamo conto delle conseguenze?»

Anche Sabina Piccinini, consigliere della lista civica Nuova S.Cesario, attacca a tutto campo l’inerzia del Comune. «Mi chiedo come mai si fatichi tanto a trovare una soluzione compatibile con l’interesse pubblico per tirar via quei mucchi di vetro - dice - Non capisco perchè non ci sia un’utilità economica nel vetro. In fondo è materiale inerte, non lo si potrebbe usare per i riempimenti?»

Il timore di ritrovarsi, in misura minore, con una situazione tipo Ilva serpeggia nei commenti che si raccolgono in paese. Certo, dimensioni e materiali sono molto diversi dalle montagne di polvere di carbone che infestano l’aria di Taranto. Ma i mucchi di vetro sono stati abbandonati a sè stessi. —



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