Il Comune: «Consulenze care? Risparmiamo 103mila euro»
La giunta replica ai sindacati che avevano parlato di spese aumentate «Eliminate molte qualifiche dirigenziali in eccesso: da undici passati a quattro»
«Spese per consulenze aumentate di 100mila euro? Macché, in realtà il Comune risparmierà 103mila euro». Lo precisa l'amministrazione di Serra in risposta agli affondi dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. «Il Comune – si spiega – ha avviato un processo finalizzato alla razionalizzazione dei centri di responsabilità e al recupero della gestione diretta di diverse funzioni. Partendo dalla riduzione dei responsabili di Servizio: dagli 11 che abbiamo trovato a giugno 2018 ai 4 di fine 2019, con un responsabile ogni 9 dipendenti e non ogni 3. La struttura a 11 era del tutto sovradimensionata per un Comune di 8mila abitanti: c'erano più generali che soldati. Solo con l'eliminazione delle qualifiche dirigenziali, il costo annuo lordo per la retribuzione di posizione e risultato scenderà da 116mila euro a poco più di 80mila, con una minore spesa, a regime dal gennaio 2020, di 35.350 euro. Tale ristrutturazione è stata possibile anche grazie al ricorso a prestazioni di servizio, non a consulenze esterne, per il servizio economico/finanziario e di gestione risorse umane. La prestazione di servizio è del tutto diversa da una consulenza – rimarca l'amministrazione – comporta il pagamento di un servizio per un obiettivo, nel nostro caso la riduzione di spesa». Fornito anche il dettaglio: «Il costo delle prestazioni di servizio è stato di 17.098 euro per il 2018, 44.398 per il 2019 ed è previsto in 28.252 euro per il 2020 e 4.000 per il 2021. Una media di 23.437 euro annui». Tra gli immediati benefici di cassa, queste prestazioni hanno portato «la cessazione dell’affidamento esterno della riscossione coattiva e del recupero Tares/Tari, con risparmio di 20.000 euro annui; del contenzioso tributario, con risparmio di 1.435 euro annui; una modifica al contratto di supporto Tari di Hera, con un risparmio medio annuo di 17.308 euro, e alla concessione imposta pubblicità e affissioni con un risparmio medio annuo di 7.000 euro. Pertanto, a regime la riduzione annua sarà di 57.656 euro, data da risparmi per 81.093 euro meno le spese per le prestazioni di servizio medie annue di 23.437 euro». Ai 57mila, si aggiungono 46mila euro risparmiati da novembre 2018 ad oggi (quindi suscettibili di aumento al termine del 2019) per minori spese di segreteria dovute all'assunzione d'incarico da parte di Cristina Montanari quale vice segretario. Il totale di risparmio annuo è quindi di 103mila euro. Quanto allo scontro con i sindacati sul lavoro straordinario, l'amministrazione resta ferma nell'ammettere solo recuperi orari e non giornalieri, «che andrebbero ad incrementare le abnormi quantità di ferie non fruite da diversi operatori. I sindacati purtroppo hanno rifiutato la nostra proposta di mediazione che prevedeva l’efficacia della nuova modalità di recupero solo per gli straordinari resi a decorrere da febbraio, facendo salvo il pregresso, recuperabile quindi anche a giorni». —
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