L’arrivederci di Turrini e Anderlini al liceo “Formiggini”
Dirigente e vice vanno in pensione dopo una lunga carriera «Quanti ricordi, ora il volontariato e lo studio per passione»
Il liceo Formiggini perde in un solo colpo due figure di riferimento: Rita Turrini e Gian Paolo Anderlini, dirigente scolastico e vice dirigente, che stanno per chiudere la loro esperienza lavorativa per raggiunti limiti di età, con tanto di pensione alle viste.
«Avrei potuto continuare forse per un altro anno – dice Turrini – ma con Paolo che lascia ho deciso di rinunciare ad un allungamento dell'incarico e sarò in pensione dal 1° settembre».
Turrini ed Anderlini, tra l’altro, hanno iniziato il loro percorso “parallelo”, insegnando al Baggi, dal 1985. Poi le strade si sono divise con la prima che alcuni anni dopo intraprese la carriera dirigenziale, dapprima al 3° circolo didattico di Sassuolo, poi come dirigente del 3° comprensivo e quindi dal 2014 a Formiggini.
Anderlini, invece, dopo il percorso al Baggi è arrivato dritto al liceo per rimanervi oltre un trentennio, fino ai giorni nostri (anche se ha “staccato” qualche anno per fare l'assessore a Fiorano). Ricordi per i quali c'è orgoglio da dirigente in Rita Turrini.
«Ho sempre avuto un cammino ricco di soddisfazione – conferma – ed una di queste è aver preso dei bambini alla materna del 3° circolo ed averli avuti fino al diploma al liceo. I primi anni ho vissuto anche la trasformazione dei circoli didattici in istituti comprensivi, con tutte le implicazioni che ci sono state. Al liceo ho dato e ricevuto tantissimo, con un impegno ampio che mi ha vista anche dirigere la scuola di Palagano e fare da reggente all’Elsa Morante, un totale di oltre 2.200 studenti».
Il liceo è stato un istituto autoreferenziale. «In questa scuola – continua Turrini – ho visto una popolazione scolastica motivata e piena di stimoli, che aveva solo bisogno di essere “accompagnata”, visto che chi la sceglie è motivato e stimolato a studiare, così come tutti sono motivati ad aderire a progetti di caratura anche nazionale, come il teatro classico, che ci porta ogni anno alla rassegna di Palazzolo Acreide, in Sicilia; oppure il progetto “Debate” che mette in rete le scuole della regione ed oltre, per dibattiti tra gli studenti. È comunque facile se si hanno collaboratori nelle varie scuole che fanno tantissimo quando non sei fisicamente presente».
Anderlini, è la memoria storica del liceo sassolese: è arrivato ai tempi del preside Carlo Uguzzoni, scomparso la settimana scorsa, è diventato il suo vice, mantenendo poi l’incarico anche con Salvatore Manco, Giulio Menetti e Rita Turrini. Una delle sue “glorie” è stata l'adozione del “Giardino dei Giusti modenesi”.
«Il progetto nacque con il preside Manco – ricorda Anderlini – e ci era stato assegnato come “giusto” Sisto Gianaroli, che abbiamo subito voluto ricordare piantando un ulivo. Ci sono state poi tante occasioni per allargare la conoscenza tra gli studenti, e questo mi ha riempito d'orgoglio».
Anderlini è anche un grande studioso di Formiggini, l’editore modenese che ha segnato un’epoca: «Anche per Formiggini è stato piantato un albero dentro la scuola: un leccio. La sua vita e le sue opere mi hanno sempre entusiasmato ed ho cercato di avvicinare anche tanta gente alla sua storia».
Il futuro? «Mi piacerebbe restare nell’ambiente e dedicarmi, come volontaria, a progetti sull’inclusione scolastica – anticipa Turrini – un settore che nella nostra scuola ha avuto ottimi risultati».
«Io mi dedicherò alla lettura ed allo studio della bibbia – conclude Anderlini – e alle scritture ebraiche, delle quali sono appassionato». —
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