Muzzarelli: «Il caso Parisi al Garante» E la consigliera si difende: «Estranea»
Imbarazzo in aula per l’interrogazione presentata dai grillini sul caso degli sms inviati dal Caf Italia il giorno delle elezioni
Il caso Katia Parisi arriva in consiglio comunale in una giornata calda di fine luglio dove da anni non si vedeva una così alta partecipazione tra i banchi dell’assemblea.
Il tema era, a tutti gli effetti, scottante. Al centro c’è ancora la querelle relativa a Katia Parisi, la consigliera comunale eletta per Modena Solidale e finita al centro della polemica sms: nel giorno delle amministrative, infatti, centinaia di clienti del Caf Italia, di cui Parisi è direttrice – anche se la diretta interessata ha fatto sapere di aver lasciato l’incarico da tempo – hanno ricevuto un messaggio che li invitava a «sostenere la nostra responsabile candidata per il Consiglio comunale». Ieri il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è stato chiaro, è uscito dall’imbarazzo del pasticcio creato da un partito della sua maggioranza comunicando ciò che era in suo potere fare: «Il Comune di Modena nelle scorse settimane ha segnalato al Garante della privacy gli episodi riportati dagli organi di informazione, vicenda per la quale, comunque, la consigliera di Modena Solidale Katia Parisi ha già dichiarato la propria estraneità. Se la trasmissione è davvero avvenuta senza il necessario consenso informato, però, sarebbe pienamente giustificato l’intervento del Garante nei confronti dell’associazione sindacale responsabile».
Si difende la consigliera, si difende il partito, si punta tutta l’attenzione sull’associazione. Il sindaco Muzzarelli ha voluto sottolineare la piena legittimità dell’elezione di tutti i consiglieri, riconosciuta all’unanimità dallo stesso Consiglio con il voto di convalida, dopo una campagna elettorale che, pur in un clima polemico molto accesso, si è svolta in modo regolare.
La consigliera di Modena Solidale Katia Parisi è invece intervenuta con voce emozionata «per rimarcare quanto già espresso confermando che nessun cittadino è stato da me convocato nei miei uffici e io ho svolto la campagna elettorale nel pieno rispetto della legalità. In merito alle irregolarità contestate, credo che si sia volutamente fatta confusione mediatica». La consigliera ha spiegato di non essere la responsabile della sede Caf bensì una dipendente e di avere lei stessa condotto «un’indagine chiedendo chiarimenti agli enti coinvolti da cui sarebbe emerso che Caf Italia non ha inviato sms elettorali che è invece stata una scelta autonoma (e da lei non autorizzata), della sede Fna provinciale». Va detto che i messaggi arrivati riportano invece l’intestazione di Caf Italia via Pelusia. Per quanto riguarda il rapporto tra Fna e Caf Italia, ha precisato: «Fna è proprietaria del Caf Italia e il Caf ha completa autonomia gestionale e patrimoniale; l’uso della medesima sede è una circostanza comune ad altri Caf ed il numero telefonico fisso afferisce a un centralino unico che poi smista le telefonate». Si sposta quindi l’attenzione da Caf Italia, che è il principale problema essendo l’intestatario degli sms, a Fna, ma la sostanza non cambia.
Nel merito delle questioni sollevate, Muzzarelli ha precisato «che, sulla base delle leggi, non sono ravvisabili motivi di decadenza di un consigliere per il tipo di violazioni delle norme della campagna elettorale che si sarebbero eventualmente verificate; che sull’attività di comunicazione in campagna elettorale è competente il Corecom; che sull’utilizzo di sms, Social e mail nel periodo del cosiddetto “silenzio elettorale” esiste un vuoto normativo e che, comunque, le segnalazioni vanno fatte al Corecom».
Di diversa gravità è l’eventuale assenza del consenso informato rispetto alla comunicazione elettorale che avrebbe inviato il sindacato Fna (Federazione nazionale agricoltori, quindi non un Caf, in base alle dichiarazioni della consigliera Parisi), assenza che, per Muzzarelli, «sarebbe sicuramente un fatto censurabile e l’intervento del Garante della privacy nei confronti di questa associazione (e non di altri), sarebbe pienamente giustificato». —
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