Gazzetta di Modena

Modena

il dibattito 

Pd in difficoltà , M5S all’attacco Sinistra per Modena si... scusa

D.B.

Interventi a ruota libera di tutti gli schieramenti per sottolineare il ruolo del consiglio comunale che «non può essere giudice» 

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Da una parte la maggioranza in imbarazzo, dall’altra l’opposizione che cerca di affondare il colpo. Imbarazzo nel Pd perchè difendere la posizione di Modena Solidale è difficile stando al testo del messaggio arrivato su migliaia di cellulari. Nessuno vuole farne un caso personale, il Movimento Cinquestelle, che ha portato il caso sui banchi con una interrogazione di Giovanni Silingardi, ha parlato di «etica e legalità».

Antonio Carpentieri del Pd se la cava: «L’unica cosa che a questo punto può fare il sindaco è ciò che ha fatto, rivolgersi al garante. Noi dobbiamo prendere atto di quanto ha detto la consigliera». Walter Stella sembra quasi si debba giustificare del percorso di legalità chiesto da Sinistra per Modena per non alterare troppo gli equilibri della maggioranza e non trovarsi nei panni di chi attacca un alleato: «Chiedemmo a Parisi di fare chiarezza per capire meglio, allo stesso modo ci siamo rivolti al garante. Prima di tutto correttezza e trasparenza, perché la politica è una cosa seria e altrimenti non si rende un servizio alla collettività». La realtà è che nella maggioranza la questione ha destato parecchio imbarazzo e gestirla nelle dichiarazioni dell’aula non è stato facile.

Il colpo invece va a segno con Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia che sintetizzato con chiarezza: «Non si intende fare un processo a una persona, bensì cercare la verità». E ha detto di essersi riconosciuto in parte nella risposta del sindaco, ma ha espresso riserve sulle argomentazioni portate dalla consigliera Parisi: «Si è spostata l’attenzione dal Caf all’associazione di agricoltori».

Ha richiamato i consiglieri «a mantenere toni corretti e a evitare attacchi personali, come è stato deciso in sede di capigruppo» il presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi in apertura del dibattito scaturito, giovedì 25 luglio, dalla trasformazione in interpellanza dell’interrogazione presentata dal Movimento 5 stelle sugli sms elettorali per Katia Parisi.

Paola Aime dei Verdi ha posto l’attenzione sulla «mancanza di regolamentazione appropriata all’utilizzo dei social per fini elettorali» che ha consentito «al ministro dell’Interno di fare tweet e post per chiedere il voto senza essere perseguito». E, in merito alla vicenda in discussione: «Se la privacy non è stata rispettata – ha affermato - i responsabili ne risponderanno, ma non in quest’aula, meglio sarebbe stato utilizzare pagine dei giornali e il tempo per lavorare a una regolamentazione, perché le regole chiare, valide per tutti sono spina dorsale della democrazia». Elisa Rossini di Fratelli d’Italia Popolo della Famiglia ha ammesso di aver pensato, «leggendo l’interrogazione, quanto sostanzialmente espresso dal sindaco, cioè formalmente non ci sono cause di incompatibilità». —

D.B.

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