Ecobloks: «Se ci risarcite chiudiamo la fabbrica»
La polemica sullo stabilimento accusato di inquinare. Il titolare Spallanzani: "Offese ingiuste contro di noi"
finale. «Lavoriamo legno secco e se questo non va giù ai residenti e ai politici alla guida, siamo disposti a valutare proposte di indennizzo per la chiusura della fabbrica». . Così Alberto Spallanzani, titolare di Ecobloks, in una lettera inviata via mail al Comune in risposta alla richiesta del presidente del consiglio Boetti che gli aveva chiesto un incontro. Si apprende quindi che Spallanzani, a fronte di una situazione Ecobloks foriera di continue e furenti polemiche date dai frequenti incendi, sarebbe addirittura - o provocatoriamente - disposto a chiudere definitivamente i battenti del tanto discusso stabilimento del polo industriale.
La lettera è stata letta durante l'ultimo consiglio comunale, al quale Spallanzani non si è presentato, ritenendosi offeso dalle manifestazioni dei cittadini, stanchi degli incidenti e preoccupati dell'impatto ambientale dello stabilimento in un'area già definita "Polo pattumiera".
«Devo esternare ai membri del consiglio comunale il profondo disagio nel quale mi trovo con i miei tecnici, soci e dipendenti - scrive - sono stato sottoposto ad una serie di minacce e di auguri di disgrazie che investono indirettamente il mio campo famigliare e quello di tutti i dipendenti. Tutto questo per un incendio domato in mezz’ora e su cui la relazione ispettiva di Arpae è eloquente. Ecobloks ha visto decurtare in maniera significativa i limiti alle emissioni in vigore, ha ottenuto con i limiti penalizzanti la valutazione di impatto ambientale, ha assunto 50 persone in massima parte giovani disoccupati, eppure viene messa alla berlina da un gruppo di persone che continuano a diffondere dati terroristici privi di qualsiasi riscontro tecnico. Ho letto degli occhi lacrimanti dell’assessore Borgatti, per essere stato nei pressi della portineria di Ecobloks dopo l’incendio di lunedì 24; del sindaco Palazzi che ha sollecitato ispezioni e controlli che, puntualmente, non hanno riscontrato nulla di irregolare e pericoloso. Questo è il loro atteggiamento e non trovo dunque motivo per essere convocato in consiglio: non ho nulla da aggiungere a quanto già detto in altri incontri». —
Vale.C.
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