Ex lavoratori di GB Ricambi impugnano i licenziamenti
Da anni erano impegnati in azienda tramite cooperative da cui sono stati invitati a dimettersi per un’assunzione diretta diventata beffarda
Un paio di mesi fa GB Ricambi di Nonantola era stata al centro dell’attenzione per i licenziamenti di alcuni addetti che lavoravano da 5-6 e anche 10 anni nell’importante azienda metalmeccanica. Motivazione dei licenziamenti: «per non avere superato il periodo di prova». Paradossale a prima vista ma nel mondo del lavoro attuale è una delle tante conseguenze possibili della cessione in appalto di una parte delle lavorazioni. GB Group ha 300 dipendenti, un fatturato complessivo di 75 milioni di euro. L’amministratore delegato del Gruppo è Fabrizio Saporita.
Cinquanta addetti dello stabilimento di Nonantola da anni erano impegnati, con diverse mansioni, non come dipendenti diretti dell’azienda ma di cooperative che si sono succedute negli appalti per parte della produzione. Prima “Progetto Lavoro” poi Serlog, quindi Cores e Starlog: nomi diversi, aziende differenti ma dirigenti e lavoratori erano sempre gli stessi e sempre impegnati nel medesimo stabilimento con incarichi similari. Nel dicembre scorso questi 50 lavoratori vennero convocati per comunicare loro che l’appalto a Starlog da gennaio non sarebbe stato rinnovato e che sarebbero stati assunti direttamente da GB Ricambi con un contratto che prevedeva un periodo di prova. «Ci hanno anche consigliato di non iscriverci a sindacati o comunque di non rinnovare le iscrizioni», dice qualcuno fra loro. Da gennaio la ripresa del solito lavoro precedente con periodi di prova variabili da 45 a 60 giorni. Dopo poche settimane per cinque di loro arriva una comunicazione desolante: «licenziati per non avere superato il periodo di prova».
GB Ricambi si è sempre rifiutata di commentare questa vicenda e la sua posizione anche ora non è mutata. Ma questi lavoratori si sono rivolti ad avvocati e hanno deciso di impugnare i licenziamenti. —
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