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Il Polo 11 riprende l’attività Il sindaco: «Sì dell’ex giunta»

Il Polo 11 riprende l’attività Il sindaco: «Sì dell’ex giunta»

Tagliavini: «Da lunedì si riprenderà a scavare nella cava di Magazzino» «Accordi e impegni presi dalla giunta Caroli non dipendono dalla nostra volontà»

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SAVIGNANO. Al “Polo 11” di Magazzino di Savignano, ovvero il polo estrattivo che si trova a fianco della Ceramica Pastorelli, si riprenderà a scavare. La notizia arriva dallo stesso Comune, che spiega: “Lunedì luglio cominciano i lavori “preliminari accessori” per l’attività estrattiva nel Polo 11, cioè il luogo al confine con Valsamoggia che è oggetto del Pae (Piano delle Attività Estrattive) del comune savignanese. Insomma la società Concave, che ha l’appalto, comincia a realizzare le opere per poter estrarre la ghiaia. Ma ovviamente – precisa sempre il Comune - c’è un iter da seguire che contiene alcune condizioni. La passata amministrazione di Savignano, con una variante generale al Pae, aveva ridotto la possibilità estrattiva rispetto al precedente Piano e alla pianificazione provinciale. Nel Polo 11 si può fare attività di cava, ma a precise condizioni: minore quantità di ghiaia, monitoraggio permanente delle falde acquifere. Inoltre, la possibilità di scavare ghiaia è subordinata alla demolizione dei frantoi che si trovano in zone paesaggistiche di particolare pregio, soprattutto lungo i fiumi. Con successivi accordi nel 2017 e nel 2018 dunque, in attuazione del Pae, vengono concordate le condizioni per l’attività estrattiva del primo stralcio del Polo 11 con la società Concave. Il 13 marzo 2019 è stata rilasciata l’autorizzazione all’attività estrattiva, la cui efficacia è però subordinata alla demolizione del frantoio Meg (classificato come non idoneo) e del Frantoio Nuovo.

L'iter che ha condotto al rilascio dell'autorizzazione convenzionata è stato condiviso con l'Osservatorio comunale permanente sulle attività estrattive. Concave dunque ha comunicato che lunedì prossimo inizierà i lavori preliminari. Questi – prosegue il Comune - consistono nella perforazione di tre piezometri (si tratta di “buchi” che servono a monitorare costantemente lo stato delle falde acquifere), nella preparazione della viabilità di accesso, nella recinzione, nel cartello di cava e nelle altre opere richieste per la sicurezza e la corretta conduzione del cantiere. La stessa ditta Concave ha concluso la comunicazione di inizio dei lavori preliminari accessori dichiarando che “si rammenta che le opere di coltivazione (estrazione della ghiaia) della cava in oggetto non potranno invece cominciare fino a quando non sarà comunicata la fine dei lavori di demolizione degli impianti Meg e Frantoio Nuovo”.

Sulla novità prende le distanze l’attuale sindaco Enrico Tagliavini, che spiega come tutto risalga all’operato dell’amministrazione comunale precedente guidata dall’ex sindaco Germano Caroli. «Le attività estrattive e tutto ciò che ad esse è collegato non sono frutto della volontà di questa nuova amministrazione - sottolinea Tagliavini - ma prendiamo atto che esistono una convenzione e degli impegni assunti dalla precedente amministrazione che quindi devono necessariamente seguire il loro corso». —

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