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Il dolore di padre Sebastiano «Centro disabili, persi i fondi»

Daniele Montanari

Il cappuccino parlò a Renzi e al Papa del progetto per trasformare l’ex convento in una struttura assistenziale. Il Comune non ha risposto, ora si farà a Formigine

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«Sebastiano, senti quelle campane a morto? Suonano per il tuo “Dopo di noi”: scippato, defunto! Non reagisci? Scrivi qualcosa, urla!». Così inizia il toccante articolo pubblicato sul numero appena uscito de “Le stagioni di Francesco e Chiara”, il periodico dell'omonimo centro di Pavullo per la terza età, scritto da padre Sebastiano Bernardini a commento della notizia che non avrebbe mai voluto ricevere.

Il suo tanto agognato progetto per il “Dopo di noi” (dedicato ad anziani con handicap a cui è mancata la famiglia, o a cui la famiglia non può più dedicare risorse come un tempo) in cui riconvertire gli spazi dell'ex convento è stato stoppato a Pavullo e invece accolto a tempo di record a Formigine, permettendo di intercettare contributi fondamentali. Era stato presentato anche a Matteo Renzi quando venne in visita a Pavullo nel marzo 2017 ricevendo ampio apprezzamento, quasi una promessa che qui sarebbe sorto il primo “Dopo di noi”. E nel febbraio 2018 arrivò il massimo dei placet.

In udienza in Vaticano, Sebastiano a modo suo, consegnando una singolare lettera, ottenne la benedizione di Papa Francesco. Da lì sembrava tutto in discesa: «Feci appello a Papa Francesco – continua Padre Sebastiano – e... subito il progetto! Approvato e benedetto dai superiori era già ai nastri di partenza. Era già prevista la messa d'inaugurazione trasmessa da Rai 1 in mondovisione. Già chiesta e concessa l'udienza da Papa Francesco e dal Presidente Sergio Mattarella poi... Incredibile, nascerà a Formigine! Proditoriamente scippato! Perchè?».

Lui stesso dà una spiegazione. «A Pavullo non è stato giudicato opera sociale strategica preferibile ad altre - dice - Senza pretendere soldi, avevamo chiesto una semplice adesione e presenza del Comune di Pavullo all'interno del Consiglio di una fondazione da costituire, senza che questo comportasse alcuna responsabilità di carattere patrimoniale. Il messaggio? Semplice, si trattava di un progetto da presentare all'intera comunità pavullese insieme alle istituzioni. Tanti dubbi, tanto scetticismo da parte dell'amministrazione comunale, e la richiesta di rinvio a tempi più lunghi di una decisione che pareva scontata, hanno fatto sì che Rock No War, partner dell'iniziativa, dovendo presentarla il 28 giugno in Accademia, abbia deciso di proporre il progetto al Comune di Formigine. E qui sono bastati solo tre giorni per condividerlo, approvarlo ed applaudirlo da parte di tutte le forze politiche. Dispiace dover constatare che Pavullo ha perso una grande opportunità che andava a favore di famiglie in grave disagio. Signor sindaco, onorevole giunta: non ero allenato alla prima sconfitta! Lo riconosco: non sono riuscito a nascondere la ferita profonda, quasi letale, o a simulare indifferenza». A 92 anni, Padre Sebastiano lascia però ancora aperte le porte alla speranza: «Il "Dopo di noi" che nasce a Formigine non impedisce che sia realizzato pure a Pavullo – si incoraggia – anche se penalizzati dal furto della pole position che ci vedeva in pista da quattro anni. Permettetemi di credere che l'orgoglio pavullese può riscattarsi, anzi! Non sarà competizione ma gara d'amore per i fratelli in difficoltà. Scusate la mia fragilità non rassegnata ma parliamone, e non sarà il terremoto ma l'arcobaleno. Io credo ai miracoli». —



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