Alla guida col telefonino? La Municipale non perdona
Vincenzi, del direttivo sassolese: «Servono sanzioni più severe e prevenzione» Siglato accordo in prefettura per l’attività di supporto psicologico alle famiglie
«Mai abbassare la guardia sul fronte della sicurezza stradale. Lo dimostra il trend in aumento dei sinistri mortali nel primo semestre 2019 nel modenese, che trova certamente un’incidenza consistente nell’uso dello smartphone alla guida». Lo afferma l'avvocato Stefano Vincenzi, del direttivo dell’Aigvs, l'Associazione Italiana Giovani Vittime della Strada di Sassuolo, che di recente ha siglato in prefettura a Modena il “protocollo interistituzionale per l’attività di supporto psicologico a favore dei familiari delle vittime e superstiti di incidenti stradali”.
Il tema, attualissimo, dell’uso del cellulare alla guida è sempre più al centro dell'attenzione di chi si occupa di sicurezza stradale. Lo scorso anno dalla polizia municipale di Sassuolo per questo tipo di infrazione sono state comminate 38 multe da 165 euro. E nei primi sei mesi di quest’anno le sanzioni di questo tipo sono già 22 (ricordiamo che una recidiva nei due anni successivi porta alla sospensione della patente da 1 a 3 mesi).
«Se molto si è fatto – continua Vincenzi - sul fronte della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti (vedi inasprimento sanzioni sia penali che amministrative artt. 186-187 Codice della Strada e nuove norme incriminatrici penali: art. 589 bis sull’omicidio stradale e art. 590 bis sulle lesioni personali stradali gravi o gravissime), l’agenda della prevenzione e repressione deve porre grande attenzione all’incidentalità dovuta all’uso del cellulare alla guida. Un fenomeno gravissimo per diffusione e frequenza. Lo vediamo tutti i giorni mentre siamo in strada: un numero inquietante di automobilisti di ogni età usa il cellulare alla guida e di certo non solo per telefonare, ma persino per leggere o postare chat sui social, per leggere news se non addirittura per modificare immagini con le apposite app e postarle. E così capita sovente di vedere macchine che procedono a zigzag, con pericolo proprio e degli altri conducenti in transito».
Vincenzi non misura certo le parole quando si tratta di pericoli come questo.
«Siamo di fronte ad un folle esercito di conducenti potenziali killer al volante – accusa – ed è inutile nascondersi la verità, non serve metter la testa sotto la sabbia dicendo: “Speriamo che non capiti a me o ai miei familiari”. È che l’uso smodato e maniacale degli smartphone unito alla proverbiale nota indisciplina degli italiani al volante fa un mix davvero micidiale. Che provoca tragedie».
Come agire, a livello di prevenzione?
«Bisogna fare seria e costante opera di educazione fin dall'infanzia – continua il consigliere dell’associazione sassolese - nella famiglia, persino nel passaparola (senza vergognarsi di esortare al rispetto delle regole). La nostra associazione da oltre un decennio, con la presidenza di Laura Caldarella, ha profuso ogni sforzo per contribuire all’educazione stradale nella comunità e nelle scuole collaborando con le istituzioni, ideando iniziative pubbliche dedicate, oltre che provvedere assistenza alle vittime ai e ai familiari delle vittime di incidenti stradali. Serve inasprire le sanzioni, non solo pecuniarie e di sospensione della patente, ma anche di quelle penali, al pari di come fatto per la guida in stato di ebbrezza o sotto alterazione da stupefacenti. Il potenziale killer di turno alla guida con il cellulare può in qualsiasi momento gettare nella disperazione un’intera famiglia. E poi intervenire assolutamente sul piano tecnologico, fino a imporre che i cellulari dispongano di dispositivi che ne determinano il black out immediato se ne rilevano l’uso alla guida». —
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