Gazzetta di Modena

Modena

in consiglio comunale 

«Dichiarare l’emergenza e ridurre le emissioni»

L’ordine del giorno presentato dalla maggioranza chiede anche al Governo finanziamenti ad hoc per la Pianura Padana

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Dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, riconoscendo le responsabilità storiche e antropiche del cambiamento climatico, e attuare ogni azione possibile per contenere l’aumento delle temperature e ridurre le emissioni di gas climalteranti. È quanto chiede al Comune di Modena l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza (Verdi, Pd, Sinistra per Modena e Modena solidale) e approvato dal consiglio comunale, nella seduta di giovedì scorso, con il voto a favore della maggioranza e del Movimento 5 stelle (contrari Lega e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia).

Insieme all’ordine del giorno sull’emergenza climatica, l’assemblea consiliare ha approvato anche una seconda mozione, proposta anche in questo caso dai gruppi di maggioranza, che chiede al governo di decretare lo stato di emergenza sanitaria per la Pianura padana, a causa dell’elevato inquinamento dell’aria, e di conseguenza di finanziare incentivi e progetti, come sostituzione dei veicoli inquinanti ed efficientamento energetico, per diminuire le immissioni di gas inquinanti in atmosfera. Su proposta del M5S, l’ordine del giorno invita anche l’Amministrazione comunale ad anticipare sul territorio comunale il divieto di utilizzare la plastica monouso, applicandolo entro la fine di gennaio 2020 invece che entro il 2021, data prevista dall’Unione europea. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto a favore della maggioranza (Verdi, Pd, Sinistra per Modena e Modena solidale) e del Movimento 5 stelle (contrari Lega e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia).

Illustrato in aula dalla consigliera Paola Aime, Verdi, l’ordine del giorno sull’emergenza climatica recepisce le sollecitazioni arrivate dalla mobilitazione mondiale di Friday for future (come hanno già fatto Regno Unito, Irlanda, Scozia e oltre seicento Comuni nel mondo tra i quali anche Milano e Napoli) per chiedere che il Comune di Modena, nell’ambito delle proprie competenze, “metta in atto ogni possibile contributo per contenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 1,5 gradi, fissando l’obiettivo dell’azzeramento entro il 2040 delle emissioni nette di gas climalteranti” e, di conseguenza, adeguando gli obiettivi di riduzione del 40 per cento entro il 2030 previsti dall’Amministrazione nell’ambito del Patto dei sindaci per l’energia e il clima (Paesc).

Chiede, inoltre, che l’Amministrazione garantisca “la massima priorità al contrasto del cambiamento climatico anche valutando gli effetti sul clima di ogni iniziativa o azione amministrativa”, e di trovare le modalità per “responsabilizzare la cittadinanza come singoli e organizzazioni, coinvolgendola nell’individuazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030”. —

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