Viaggio in via Remesina alla centrale più inquinata «Non veniamo informati Siamo molto spaventati»
Carpi. I livelli di polveri sottili e ozono sono i peggiori della provincia Timori per l’ambiente e la salute: «Si deve agire. È sempre peggio»
IL RACCONTO
Anna Luna di Marzo
L’inquinamento atmosferico è un tema sul quale si dibatte sempre più spesso, e gli effetti si riscontrano in maniera sempre più diffusa misurando la concentrazione di polveri sottili. I livelli di ozono nell’aria superano i limiti più spesso di quanto consentito. È il quadro che si “respira” in via Remesina Interna a Carpi, dove è situata la centralina Arpae più “inquinata” della provincia: 32 superamenti in sei mesi per le polveri sottili, 10 per l’ozono nello stesso periodo.
«Siamo tutti a conoscenza del fatto che Carpi, ma non solo Carpi, sia inquinata. Non sto bene, non mi sta bene questa situazione. Non ci sono stati dati consigli, non riceviamo informazioni sotto questo punto di vista. Personalmente ci sono arrivato per logica a capire che il livello di inquinamento è molto alto, basta respirare per capirlo», spiega Oscar Fiale, un giovane ragazzo a passeggio per la città. Gli alti livelli di inquinamento dell’aria riscontrati dall’Arpae Emilia Romagna dimostrano che la situazione è critica. I danni non riguardano solo l’ambiente, ma anche la salute dei cittadini, afferma Elena Giovanardi, infermiera: «Io lavoro in ospedale, sono un’infermiera nel reparto di oncologia. Abbiamo dei riscontri per quanto riguarda la qualità dell’aria, che negli ultimi tempi influisce soprattutto con patologie polmonari».
Il 26 giugno, a proposito di informazione e di messaggi che non arrivano ai cittadini, il Comune di Carpi ha pubblicato un comunicato in cui veniva consigliato ai cittadini (bambini e anziani in particolare) di non uscire di casa durante le ore più calde, poiché era stato superato il limite previsto alla normativa in atto per quanto riguarda il parametro ozono: «Non siamo stati informati riguardo questa notizia. Non possiamo visitare il sito del Comune tutti i giorni. Noi veniamo da Napoli, sappiamo quanto è inquinata, la cosa che ci rende frustrati e tristi è pensare che quando ci siamo trasferiti qui l’idea era di arrivare in un posto meno inquinato, e poi quotidianamente ci ritroviamo a scontrarci con una realtà totalmente opposta a ciò che immaginavamo», raccontano Enrico Totaro e Marco Siniscalco.
La stazione di monitoraggio a Carpi è situata vicino ad una scuola, quasi a voler simboleggiare il tentativo di controllare una situazione ormai complessa: «Se ci fosse più informazione, forse potremmo tutelarci maggiormente e tentare di migliorare i nostri atteggiamenti. Purtroppo è un po’ come il cane che si morde la coda: non arrivano informazioni e di conseguenza i cittadini perdono interesse nell’informarsi», racconta Milena Cuoghi.
«C’è poca informazione. Noi stessi a volte sottovalutiamo per primi queste situazioni. La voglia di informarsi c’è, ma è necessario che vi sia anche una risposta alle nostre domande», spiega Marcello Fagioli . —
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