Maxi rogo doloso nel deposito Longagnani
Un falò alto dieci metri da 20mila euro: impegnate nella notte 7 squadre di pompieri aiutate dai dipendenti con i muletti
«Questo incendio è il regalo dei miei soliti “amici”, quelli che pressoché tute le notti mi fanno visita. È successo anche stavolta: questi ladri sono entrati, hanno scavalcato, si vedono benissimo le loro impronte sul muro. Ma hanno visto che nel gazebo c’erano ancora i miei uomini e allora hanno lasciato stare. E così, quasi per punizione, dopo un po’ sono tornati per dar fuoco. Basta poco, mezza bottiglietta di benzina e una macchina prende fuoco. Poi, è stata una catastrofe. Abbiamo lavorato tutta la notte, aiutando i vigili del fuoco e per fortuna che in mezzo c’era la pesa per le auto, che ha tagliato in due il fronte delle fiamme, altrimenti l'incendio si sarebbe propagato ovunque». Giuseppe Longagnani, il titolare, si sfoga..: «Tanti si lamentano dei furti, chi dice di averne subìti anche cinque o sei di fila. Io qui, da quando sono in attività, ne avrò contati cinquecento, a dir poco. E questo è un atto vandalico. Ritorsioni? Se avessi avuto minacce avrei subito avvisato le forze dell’ordine. Ormai qui, con tutti i colpi che mi hanno fatto, mi conoscono bene...». Furioso rogo, sicuramente doloso, l’altra notte all'officina autodemolizioni di Giuseppe Longagnani, il grande deposito di auto che si trova sulla via Giardini in zona Baggiovara. L’allarme ai vigili del fuoco è arrivato subito dopo il forte boato dell’esplosione delle fiamme, udito da un camionista che si trovava in zona e che ha avvisato i pompieri. Verso le 23.30 in via Giardini si sono portati ben sette equipaggi fatti arrivare anche dalle caserme della provincia, con un impegno, durato pressoché tutta la notte, di almeno venticinque uomini. Alla fine sono andati del tutto distrutti una trentina di mezzi, a partire da un furgoncino che, come sembra, è stato quello ad essere attaccato per primo. Il danno, come ha sommariamente quantificato il proprietario, si aggira sui 15mila, massimo 20mila euro. Ad aiutare i vigili del fuoco nelle lunghe e delicate operazioni di spegnimento anche gli uomini dello staff di Giuseppe Longagnani, che si sono prodigati con i muletti nello spostare le auto, per circoscrivere il rogo.
«Hanno appiccato il fuoco su auto prive di motore, praticamente già spoglie di tutto. Volevano solo arrecare danno, distruggere tutto il deposito e hanno così creato un falò di almeno dieci metri», riferisce Giuseppe Longagnani, che sottolinea come ci sono bande di ladri dell’Est Europa che scavalcano i muri di recinzione alti quattro metri, «ladri che si accaniscono, ad esempio, su una Peugeot 206, portandola al di là dei muri per smontarla. E per cosa? Tutta vale 50 euro. Un’altra volta hanno spostato da un lato all’altro del deposito un’intera vettura, pesantissima e l’hanno fatta sparire: da quel lato c’è un largo fossato, poi la campagna che percorrono per raggiungere l’area dietro al distributore, dove caricano i pezzi.... Per loro qui è un bazar e noi siamo sempre sotto assedio». —
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