Savorani e Bonaccini sul “caso Bretella”: «Governo in ritardo di cinque mesi»
«Entro l’11 febbraio occorreva l’ultima firma del Ministero: è inaccettabile che non si rispettino i tempi delle decisioni»
In tema di infrastrutture di recente si era parlato più che altro della Cispadana, con gli annunci del governatore regionale Bonaccini, già in grado di fornire la tempistica del cantiere (2020) e del completamento dei lavori (2024).
Di Bretella Campogalliano-Sassuolo non si parlava da un po’ di tempo. Eravamo rimasti al marzo scorso, quando c’è stato l’incontro romano al ministero delle infrastrutture e trasporti fra Toninelli e la delegazione dell’Emilia Romagna, l’incontro che, si era detto allora, avrebbe sbloccato i lavori per la Bretella autostradale che collegherà Campogalliano a Sassuolo.
Ora se ne torna a parlare perchè a smuovere le acque stagnanti dopo circa 4 mesi è Confindustria Ceramica, con il suo presidente Giovanni Savorani, che evidenzia come il ministero sia in grave ritardo rispetto ai tempi previsti. E a dare manforte a Confindustria c’è anche il governatore regionale Bonaccini.
«AutoCS, la concessionaria per la costruzione e gestione della Bretella Campogalliano – Sassuolo - precisa Savorani - ha consegnato il 12 novembre scorso il progetto esecutivo al Ministero delle Infrastrutture, che aveva 90 giorni per segnalare eventuali osservazioni o, in assenza di queste, avallare quanto proposto: a tutt’oggi, nulla di tutto questo è avvenuto. Anche l’inutile analisi costi benefici, richiesta ad inizio anno dopo la consegna del progetto esecutivo, ha dato esito positivo a favore della costruzione della strada, come ha ufficializzato lo stesso Ministro Toninelli lo scorso 20 marzo. Eppure l’ultima firma del Ministero delle Infrastrutture per consentire l’accantieramento dei lavori non c’è. L’11 febbraio è passato da tempo e al 30 luglio – 169 giorni dalla scadenza dei termini – nessuna comunicazione, né in un senso né nell’altro, è giunta. Peraltro i 90 giorni erano finalizzati ad intervenire, se necessario, su aspetti tecnici, ma non a bloccare una infrastruttura la cui esistenza è confermata – tra le altre cose – anche dal fatto che la Corte dei Conti ha approvato a luglio 2018 l’intero progetto. Consideriamo inaccettabile che il Ministero delle Infrastrutture non rispetti i tempi delle decisioni – chiude Savorani – Inaccettabile è che venga trattato in questo modo l’intero distretto della ceramica che dà lavoro a 25.000 addetti diretti e altrettanti nell’indotto».
Ieri sera è intervenuta anche la Regione con il presidente Stefano Bonaccini: «È davvero incomprensibile - ha detto Bonaccini - come un progetto concluso possa essere tenuto fermo dall'inerzia della politica. Il Governo non ha più alibi, il progetto esecutivo è pronto da molti mesi e da molti mesi sono anche scaduti i termini per eventuali osservazioni. Anche la cosiddetta analisi costi-benefici condotta dal Ministero nel frattempo ha promosso a pieni voti un'opera che doveva già essere cantierata dalla scorsa primavera. È paradossale che chi ha manomesso il Codice degli appalti in Parlamento per sbloccare le opere, oggi le tenga ferme senza motivo. Bisognerebbe prendere qualche decisione politica in più e non scaricare le proprie responsabilità su procedure che oggi sono completate. Ogni volta che in questi mesi ci hanno chiesto di pronunciarci o di assumere un atto, come Regione abbiamo impiegato pochi giorni, mentre col Governo passano inutilmente i mesi senza ragione. E non è questione di condivisione: noi abbiamo sempre deciso in accordo con Province, Comuni, sindacati e imprese. È che qui in Emilia-Romagna abbiamo un’idea diversa di come si governa, obiettivamente». —
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