«Gli operai in Russia Una proposta senza senso»
Imbarazzo per le affermazioni di Menani. Spaggiari (Nss): «Polemica inutile, occorre essere a fianco dei licenziati». Il barista: «Affermazioni offensive»
A dispetto dell’afa del primo pomeriggio sulle dichiarazioni del sindaco Francesco Menani è sceso un grande gelo. A Sassuolo pochi hanno voglia di commentare l’uscita del primo cittadino che ha offerto agli ultimi 19 dipendenti rimasti del Gruppo Martinelli di andare a lavorare in Russia, dove ha sede l’ultima filiale in funzione della ditta dichiarata fallita.
Inutile cercare pareri alla sede dell’azienda. Al campanello rispondono seccati che non c’è nessuno e chiudono le comunicazioni via citofono anche se dentro il parcheggio sono parcheggiate una ventina di auto di grossa cilindrata. All’esterno di via Ferrari Moreni, dove ha sede la Martinelli, i posti auto sono vuoti e anche le aiuole, che in tutta la strada ospitano alberi giovani e rigogliosi, vedono un solo arbusto. Ma non è dal verde che dipendono i destini delle maestranze: dei 54 dipendenti dell’azienda che produceva stampi per il settore ceramico, 35 sono riusciti a trovare un’altra occupazione mentre per gli ultimi 19 non ci sono reti di protezione, sussidi sociali o aiuti.
Sotto i portici di piazza Garibaldi, così come nei bar del centro, l’uscita del primo cittadino, peraltro eletto da poche settimane, non trova sostenitori. Tanti i «Non so», «Non conosco la questione», ed è comprensibile visto che Menani ha avuto più della metà dei voti e, statisticamente, tra i licenziati forse ce ne sono parecchi da cui ha preso il voto. Ma l’imbarazzo di finire nelle polemiche non riguarda solo il cittadino comune.
«Non voglio entrare nel merito delle affermazioni del sindaco - commenta Emanuela Spaggiari che, con la sua lista Noi Siamo Sassuolo, anche se non ha raggiunto il quorum, è stata determinante per la vittoria dell’esponente leghista - Di certo non farei mai affermazioni del genere. È importante essere a fianco degli operai licenziati, delle famiglie sassolesi, sempre e comunque, soprattutto in momenti come questi. È evidente che un trasferimento significa impoverimento, perché i costi di una vita in trasferta azzerano il guadagno. Politicamente mi auguro che l’equivoco, se di questo si tratta, sia chiarito al più presto. Umanamente invece sono con i dipendenti senza lavoro».
«Ma il sindaco lo sa cosa vuol dire essere lavoratori dipendenti a mille euro al mese o poco più? - dice misurato Andrea Cavallini, che lavora al bar La Bolla - Sa cosa vuol dire uscire alle 7 e tornare dopo tredici ore senza vedere i figli? Forse i dirigenti possono trasferiti visto che hanno ottimi stipendi e sono spesati di tutto. No, affermazioni di quel tipo sono poco decorose, offensive».
«In alcuni casi i superstipendi possono essere un incentivo per chi sceglie di andare all’estero, come accadde molti anni fa per i dipendenti Marazzi che si trasferirono in Texas - dice la titolare dell’edicola Ferrari - Ma se qui tutte le fabbriche lasciano a casa i dipendenti chi ci resta a Sassuolo?». In mattinata, chi entrava a comprare il giornale restava allibito di fronte all’invito di trasferirsi in Russia. «Nessuno era d’accordo con Menani, commentando le sue affermazioni» conclude la titolare dell’edicola.
«Ma se in Russia lavorano bene a 300 euro al mese perchè non vanno tutti lì?» commenta ironico un pensionato davanti a un capannello di amici. Ma nella calda estate padana pochi sembrano disposti a fare una guerra per un’affermazione. I locali preparano i tavoli per l’aperitivo serale, i telefonini ronzano instancabili per fissare incontri al mare o la cena per chi è appena rientrato. L’esodo in Russia può attendere, i piazzali si stanno riempiendo di pallet per le spedizioni. —
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