«Russia? Tutto travisato» Ruini difende il sindaco mentre il Pd chiede fatti
Una sfuriata in piena regola. I giornali nazionali e le tv si occupano del caso “Russia” e delle parole di Menani e la polemica adesso diventa anche politica. Con giornali e media, naturalmente, sul banco degli imputati. A metterceli ci pensa l’assessore al Bilancio Corrado Ruini che scende in campo a sostegno del sindaco e dell’invito a chiedere ai lavoratori disoccupati ex Martinelli Ettore se c’è qualcuno di loro pronto ad andare a lavorare nella sede russa dell’azienda fallita.
«In questi giorni è andata in scena una ennesima esplicita manifestazione di come una cultura e una mentalità ideologica sia capace di strumentalizzare e ribaltare la realtà. Facile avendo a disposizione i media di ogni ordine e grado. La potenza della comunicazione ha semplicemente fatto un gesto di mistificazione della realtà - scrive l’assessore Corrado Ruini - Prendendo una parte di un discorso più ampio sottolineando un aspetto marginale dandole un significato diverso - completamente opposto - alla intenzione reale del sindaco. Quella di proporre e trovare soluzioni. Dicendo cose di buon senso, ovvero che forse qualche d'uno dei lavoratori avrebbe potuto valutare magari anche proposte rivolte all'estero. Non certo tutti ovviamente. Chi è nato e vive a Sassuolo ha di certo un parente o un amico che ha lavorato in giro per il mondo».
Il nostro settore - prosegue - esporta il 75% di ciò che produce. Ma l'occasione di fare polemica era troppo ghiotta. Facile poi come sparare sulla croce rossa se il sindaco è della Lega, con diverse aggravanti a suo carico: essere amico personale di Salvini da vent'anni, ma soprattutto essere una persona amata e stimata a Sassuolo, come si diceva una volta un galantuomo. Le persone di Sassuolo che conoscono Menani sanno bene che se può fare qualcosa di positivo per aiutare persone e risolvere situazioni dove il suo intervento possa portare benefico, lo fa senza risparmiarsi, senza calcoli, da vero uomo del fare.
In questo caso ha cercato subito di contattare imprenditori del settore per ricollocare i lavoratori. Ne parlò con me personalmente nel suo ufficio ai primi di giugno, chiedendo anche a me di fare lo stesso. Cosa che abbiamo fatto e che continueremo a fare. Come consulente aziendale con oltre vent'anni di esperienza il monito più chiaro che vorrei lanciare a sindacato, media e a tutte le voci che in queste ore hanno attaccato in diversi modi Gian Francesco è che se davvero vogliamo costruire lavoro prosperità e benessere per le nostre famiglie e le nostre imprese dobbiamo uscire dalla vecchia mentalità sindacalizzata antagonistica di contrapposizione e lotta di classe...».
Netta anche la presa di posizione del Pd sassolese.
«Siamo preoccupati per il fallimento del gruppo Martinelli. È in un momento storico-geografico come questo che un'amministrazione pubblica deve saper proporre soluzioni concrete, è nelle situazioni più difficili che le istituzioni debbono dimostrare capacità di gestione, con delicatezza e sensibilità. Per questo risulta quanto meno imbarazzante che il sindaco non abbia saputo proporre altro che il ricollocamento dei lavoratori in Russia. In soli due mesi la nostra città torna agli onori della cronaca nazionale non per fare parlare di meriti ed eccellenze, ma perché le sue massime istituzioni non sono all'altezza delle situazioni che si trovano a dover affrontare... Serve competenza e, ancora di più, serve rispetto. Auspichiamo che il sindaco si adoperi per una reale salvaguardia dei posti di lavoro, per la tutela di chi ha diritto ad un'occupazione senza trasferirsi a 3000 km di distanza». — G.LP.
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