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Una nuova legge per la sordità Boschini: «Ridurre i disagi»

L.G.

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I numeri non sono particolarmente importanti, ma nemmeno trascurabili, soprattutto se si considerano le tante difficoltà che quelle persone incontreranno nella vita: a Modena, 2,7 bambini su mille nati vivi riceve una diagnosi di sordità, mentre in Emilia Romagna la percentuale è di 3,8 neonati sordi su mille.

Numeri che fanno sì che oggi, nella nostra regione, ci siano circa 4mila persone affette da grave sordità (si tratta di una stima, dal momento che non ci sono dati precisi sulla popolazione adulta). E per garantire una maggiore inclusione sociale per queste persone (sordi, sordociechi o con disabilità uditive), la Regione si è dotata di una nuova legge: si tratta di un progetto partito dai consiglieri del Pd, ma approvato in aula con l’unanimità dell’Assemblea.

«Nella nostra regione - spiega il relatore, il consigliere modenese Giuseppe Boschini - circa 4mila persone sono affette da grave sordità, molte delle quali hanno riscontrato difficoltà nell’apprendere la lingua parlata, o hanno dovuto ricorrere nel corso della loro vita a specifiche forme di supporto per l’apprendimento o per la piena socialità. Ora con questa legge, frutto di un lavoro condiviso insieme alle associazioni, vogliamo garantire e facilitare l’accesso a queste persone ai servizi sociosanitari, alla scuola, all’informazione, promuovendo anche politiche e misure per la loro inclusione sociale». Un progetto di legge importante, dunque, che si affianca a norme generali che già tutelano vari aspetti della diagnosi, della cura e dell’assistenza: «C’era la necessità di fare un salto di qualità - incalza Boschini - e di essere al fianco di queste persone nei disagi quotidiani, che vanno dal vedere un film al cinema all’accesso ai servizi pubblici. Interveniamo quindi, anche con risorse specifiche, per aiutarli a partecipare alla vita sociale in base alle loro esigenze. Una civiltà si misura sulla cura che dedica alle persone più fragili - spiega ancora il consigliere regionale dem - e il voto all’unanimità di questa legge indica che abbiamo promosso una iniziativa importante, e che in Assemblea abbiamo scritto una pagina di buona politica». Tornando ai numeri, i dati relativi al 2016 dicono che dei 34.776 bambini nati vivi, 34.640 (99,6%) abbiano eseguito lo screening uditivo, che in Emilia Romagna si fa regolarmente dal 2011. Numeri positivi anche nel modenese, dal momento che in città la copertura dello screening, strumento molto importante per evidenziare subito i problemi uditivi, è del 99,3%, a Carpi del 98,9%, a Mirandola del 99,1%, a Sassuolo del 98,7% e a Pavullo del 97,5%. Di questi bimbi, il 4% circa risulta positivo al primo controllo, anche se molto spesso le verifiche successive dimostrano che molti di loro erano semplicemente dei “falsi positivi”. Sempre nel 2016, le diagnosi di sordità vera e propria a Modena sono state 17 (2,7 per mille dei nati viti), mentre in Emilia Romagna le diagnosi sono state 134 (3,8 per mille). —

L.G.

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