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«Il Cavaliere? Un leader che mangia i suoi figli Pronta a tornare se ci sono le idee giuste»

Davide Berti
«Il Cavaliere? Un leader che mangia i suoi figli Pronta a tornare se ci sono le idee giuste»

L’ex parlamentare Isabella Bertolini è stata tra i fondatori nel 1994 «Da allora nulla è cambiato e il messaggio di Altra Italia è patetico» 

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L’INTERVISTA



Chi pensa che Isabella Bertolini sia una spettatrice si sbaglia. Il telefono suona ancora. La giornata è campale dopo le esternazioni di Silvio Berlusconi, che ha “azzerato” i coordinatori Giovanni Toti e Mara Carfagna. Appena rientrata da una breve vacanza, l’ex parlamentare (tre legislature tra Forza Italia e Pdl prima di aprire la strada al governo Monti) è, come si dice, sul pezzo: «Ero tra i fondatori del 1994, come vuole che stia...».

Lo dica.

«Dispiaciuta è poco, troppo poco».

Di chi è la colpa?

«Berlusconi ha tirato una riga definitiva su Forza Italia confermandosi un grande leader che mangia i suoi figli, incapace di lasciare in eredità quanto era stato costruito negli anni. Toti e Carfagna bene hanno fatto a smarcarsi».

Da cosa dipende?

«Da logiche vecchie, anacronistiche, dalle troppe controspinte dei baroni. In oltre vent’anni non è cambiato nulla e il messaggio lanciato con l’Altra Italia - forza liberale composta da politici, manager, rappresentanti della società civile lanciata e auspicata dallo stesso Berlusconi - è a dir poco patetico».

Film già visto?

«Beh i vari tentativi con Casini, l’Udc e compagnia sono già stati fatti. Che cosa vuole essere? Una Forza Italia B? Mi sembra un tentativo poco consono ai tempi di questa politica».

Ecco, che politica è quella che lei vede oggi?

«C’è uno spazio politico ben definito che può e deve essere colmato per andare verso quei liberal democratici che obtorto collo hanno votato Lega e Fratelli d’Italia».

Lei cosa ha votato alle ultime elezioni?

«Io, come sempre, ho dato una mano al centrodestra. Tanti, come me, hanno trovato il modo di fare una croce su un simbolo, ma non è detto che questo significhi sentirsi ampiamente rappresentati. C’è un popolo orfano al quale rispondere, magari cominciando a mettere sul tavolo contenuti veri».

Sono i punti del programma il problema del centrodestra?

«Serve un messaggio chiaro che oggi Forza Italia non sta dando. Il tempo di Bernini, Gelmini e Tajani è finito».

Cosa manca?

«Un’analisi profonda sulla materia economica e tornare a parlare di valori, che sono stati tolti dalla discussione, lasciati sulla bocca dei Cinquestelle».

Lei ci starebbe in una alleanza di centrodestra senza grillini?

«Prima va considerata una cosa, torniamo all’inizio: Forza Italia, di fatto, non esiste più. Se è vero che Salvini la lascia fuori dalla coalizione, con il 4 o il 5 per cento dove vai? Quindi serve uno spazio nuovo. È da capire come questo si deve collocare, se in un partito già esistente o in un contesto nuovo».

C’è chi ha già scelto.

«Sono contenta dell’interesse che si è creato attorno a Fratelli d’Italia con le scelte fatte da Giorgia Meloni: sono sempre stati una “ridotta” della destra, adesso hanno lanciato messaggi forti e in giro per l’Italia, dal Veneto alla Toscana, sento che in tanti confluiscono in quella direzione».

Non si vede in un nuovo partito?

«Quel popolo orfano che dicevo prima ha bisogno di una leadership, che oggi manca. Se sto ai gossip si attendono nomi di imprenditori pronti a scendere in campo. Magari accadrà, ma...».

Ma?

«Per la prossima scadenza elettorale servono tempi stretti. Questo governo ci riserva un’agonia lenta: non so se sarà in autunno o dopo la Finanziaria, ma presto si tornerà a votare e fare un partito non è uno scherzo. Dopo i contenuti, servono soldi, organizzazione sul territorio, capillarità. Non si fa in due giorni...».

In Emilia Romagna si torna a votare tra poco.

«Appunto. Occorre muoversi in fretta. Bonaccini è dalle Amministrative che è in campagna elettorale. Ci vorrebbe Salvini qua per due mesi a fare campagna elettorale...».

Sta dicendo che condivide anche lei i tweet dove il vicepremier scrive “zingaraccia”?

«Sto dicendo che usa toni sopra le righe in modo elettorale. A Modena avete visto cosa è successo: 60 per cento alle Europee e comune perso senza neanche andare al ballottaggio. È frutto di un consenso che si gioca tutto sulla sua figura. Quando parla di flat tax sono anche d’accordo, ma non voterei mai per la riforma della giustizia voluta dai grillini».

Sembra pronta a tornare in campo.

«Sono pronta a dare una mano, come sempre. Ho lavorato vent’anni per radicare Forza Italia sul territorio, e adesso vedete anche voi che cosa è rimasto... Sicuramente proverò a trovare spazi per riportare confronto, dialogo e cultura nel centrodestra. È in questo modo che dovrebbe nascere una classe dirigente nuova e formata che oggi manca». —





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